"Non solo protesta. Abbiamo rimesso a posto la scuola". Occupazione terminata all'Artistico

"Abbiamo ridipinto, messo in ordine, riqualificato. Questi giorni ci hanno consentito di vivere una bella esperienza, lavorando tutti assieme per far vedere che migliorare si può"

Sono gli studenti stessi ad avvertire i media: "Dite ai cittadini che la nostra occupazione è terminata, e che è servita a ridipingere e a mettere a posto la scuola in cui viviamo ogni giorno". Si è conclusa sabato, a detta della portavoce degli alunni del liceo artistico statale di Venezia, la protesta iniziata mercoledì. Liberato per ora lo stabile. "Per noi è stata un'esperienza bellissima - raccontano - abbiamo lavorato tutti assieme, non ci sono stati danni, né disordini, gli insegnanti stessi lo hanno potuto constatare". E non manca nelle parole una punta d'orgoglio, per aver voluto mostrare che contestare in fondo può anche voler dire darsi da fare, per creare un'alternativa.

"Per cambiare la scuola"

Avevano "preso possesso" delle aule, gli alunni dell'artistico a Dorsoduro, dicendo che non se ne sarebbero andati, finchè le stanze non sarebbero state messe in condizione di ospitare dignitosamente gli studenti. Aule in condizioni difficili, bagni chiusi da tempo, termosifoni non funzionanti, tra le problematiche segnalate. "Non riceviamo nessun genere di materiale perché non è compreso nell'offerta formativa - avevano spiegato gli studenti -. Paghiamo un contributo volontario, ma nessuno ha ricevuto nulla e la scuola non dà spiegazioni". Nel mirino anche il rapporto definito "difficile" con alcuni professori: "Abbiamo provato a dialogare quel minimo che siamo riusciti - si sottolinea -. Ma dall'altra parte abbiamo trovato un muro. Chiediamo condizioni differenti".

"Spazi riqualificati"

"Abbiamo sentito, per la prima volta dopo tanto tempo, di essere noi i protagonisti del nostro presente e futuro, non solo a livello scolastico - hanno spiegato gli studenti, insieme ai rappresentanti del collettivo C.R.E.T.A. - Abbiamo creato occasioni di autoformazione e di socialità, ma, soprattutto, ci siamo ripresi quello che ci spettava: con le nostre mani e le nostre menti abbiamo riqualificato molti spazi interni alla scuola. L’ex magazzino, che ospitò un’esposizione della Biennale, ma che nell’ultimo periodo è rimasto completamente abbandonato, è stato pulito ed arredato. L’obbiettivo è mantere anche in seguito la disponibilità di utilizzo di quell’aula".

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