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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Sanità choc: stop a società assicurativa con appalti in mezza Italia

Il Gico di Venezia ha sequestrato la documentazione che City Insurance presentò per la gara bandita dalla Regione Veneto e bloccato il pagamento di 28 milioni. Dietro la Camorra?

Un appalto dai lati oscuri. Su cui la Finanza ha deciso di fare luce. Un'indagine, quella delle Fiamme Gialle di Venezia, che rischia di scoperchiare un calderone che potrebbe coinvolgere le aziende sanitarie di mezza Italia. I militari, infatti, hanno sequestrato tutta la documentazione presentata dalla società assicurativa romena "City Insurance", con sede legale a Bucarest, per una gara d'appalto indetta dalla Regione Veneto ad agosto 2011. Bloccando anche la prima tranche di 28 milioni di euro di pagamenti dei 78 totali che Palazzo Balbi doveva sborsare. La società assicurativa, essendo l'unica "concorrente", si è accaparrata il contratto a novembre 2011, presentando pure un notevole ribasso (del 10,6%) rispetto ai costi preventivati.

Questo era solo l'ultimo dei tanti appalti vinti dalla City Insurance, che aveva ottenuto "lavori" di rilievo già in Lazio, Lombardia, Puglia, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Lombardia ed Emilia-Romagna. Peccato però che il suo capitale aziendale dichiarato sia un quinto rispetto ai 50 milioni di euro che costituiscono il suo volume d'affari del 2011, e peccato che all'interno della società figurino persone con precedenti di carattere finanziario, come indebito rilascio di fidejussioni in mancanza dei requisiti di legge nei confronti di enti pubblici, abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e peculato. Troppo per non attirare l'attenzione degli inquirenti.

In più si è scoperto che la City Insurance fino a dicembre 2011 era controllata per il 96% dalla società Dacia spa. Nella documentazione presentata alla Regione Veneto, però, lo studio professionale milanese alla quale la società estera si appoggia, coinvolto a sua volta in indagini dell'antimafia, si era "dimenticato" di dichiararlo. Come di affermare che all'interno della struttura aziendale ci fossero persone con precedenti penali.

 

Senza l'intervento degli agenti, quindi, la sanità veneta avrebbe seriamente rischiato di contare su un'assicurazione sugli errori medici (quindi dai costi molto alti) con liquidità solo "virtuale". Peggio. Potrebbero configurarsi anche legami con la Camorra. Approfondendo i controlli, infatti, gli uomini del Gico di Venezia si sono imbattuti in un uomo facente parte di una delle due società che andavano a costituire la Dacia spa, collegato con clan del Napoletano. E non è escluso che la sua influenza, prima alla luce del sole, ora sottobanco, potesse continuare a "guidare" la City Insurance.

 

Un passaggio tutto da dimostrare, ma che se confermato indurrebbe a pensare che la Camorra sia riuscita a mettere le mani sui gangli più sensibili della sanità di molte regioni italiane. Nell'ambito sta svolgendo indagini anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Lo scorso anno non è "saltato il banco" solo perché la società (sottocapitalizzata) ha dovuto pagare circa 500mila euro di premi, ritardando alcuni contenziosi. Se la cifra fosse stata superiore a 10 milioni di euro, eventualità possibile, sarebbe stato un terremoto.

Non che la mente di tutto questo intrigo sia straniera. Anzi. Nel 2005 la società nell'occhio del ciclone sarebbe stata acquistata da italiani. Da una certa Puglia Cauzioni. Una volta capito che mantenere la sede in Italia sarebbe stato deleterio, i dirigenti hanno spostato tutto in Romania, mutando il core business della City Insurance, che prima si occupava di assicurazioni turistiche. E' stato creato un "risiko" di società che li proteggesse ed è stato messo a capo un direttore generale romeno incensurato, ora denunciato dalla guardia di finanza.

 

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