Domani la prova generale del Mose, con il premier Conte

È il primo test completo con sollevamento contemporaneo delle paratoie in tutte le bocche di porto. Il sindaco: «Non è un'inaugurazione». Attese anche le proteste dei comitati

Sarà un test di grande importanza per il Mose quello di domani, venerdì 10 luglio: è l'ennesima prova di funzionamento, ma è la prima in assoluto in cui tutte le 78 paratoie del sistema saranno sollevate in contemporanea, isolando la laguna tramite la "chiusura" dei tre varchi di collegamento con il mare: le bocche di porto a Treporti-San Nicolò, Malamocco e Chioggia. Che l'evento sia particolarmente significativo lo si capisce dalla folta presenza di rappresentanti istituzionali attesi: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, la ministra alle Infrastrutture, Paola De Micheli, oltre al provveditore Cinzia Zincone, il commissario Elisabetta Spitz, il governatore Luca Zaia e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

I test

La mattina gli addetti ai lavori, le autorità e i giornalisti raggiungeranno l'isola artificiale collocata al centro della bocca di porto del Lido, dove è stata allestita la control room e dove, alle 10, si svolgeranno i saluti istituzionali. Mezz'ora più tardi ci sarà il via alle fasi di sollevamento, che dovrebbero durare poco più di trenta minuti. Il sindaco Brugnaro stamattina, parlando a Rai Radio 1, ha anticipato: «Non parlerei di inaugurazione ma di prova generale. Sono un tifoso di quest'opera, ma non c'è l'intenzione di fare passerelle. Dopo l'acqua granda - ha aggiunto - abbiamo chiesto e ottenuto un'accelerazione dei lavori, grazie agli uffici del governo e della prefettura».

Mose

Servirà ancora parecchio tempo per vedere l'opera effettivamente conclusa, dato che il termine dei lavori è programmato per fine 2021 - inizio 2022: nel frattempo le prove proseguiranno e, secondo il ministero, il Mose dovrebbe comunque essere pronto a entrare in funzione, in caso di emergenza, già questo autunno. Le 78 paratoie sono distribuite su quattro barriere: una in corrispondenza della bocca di Chioggia, una alla bocca di Malamocco e due alla bocca del Lido, separate dall'isola artificiale. L'opera, una volta complleta, dovrebbe attivarsi in caso di alte maree eccezionali, proteggendo la laguna ed evitando che Venezia e le altre isole vengano allagate: l'ultimo episodio critico è successo il 12 novembre 2019 con l'acqua alta arrivata a 187 centimetri, il secondo valore più elevato di sempre.

Proteste

I comitati contrari alle grandi opere e alle grandi navi hanno annunciato che si «autoinviteranno» all'evento come «portavoce della città degna rimasta inascoltata in questi ultimi trent'anni di corruzione, ritardi e inadeguatezza». Le associazioni, con in testa i "No grandi navi", hanno invitato la cittadinanza a partecipare con le proprie barche venerdì mattina: «Non c'è nessun motivo per festeggiare - dicono - il Mose è inutile, obsoleto e dannoso, andiamo a ricordarglielo tutti insieme».

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«Speriamo che funzioni, anche se nessuno ci restituirà i miliardi di euro buttati via». È questo il commento dell'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari sul test di domani del Mose. «Speriamo che le paratoie vengano su, e poi che si trovino ogni anno i 40-50 milioni necessari per la manutenzione. Domani il premier Giuseppe Conte garantisca proprio questo: i 40-50 milioni l'anno per la manutenzione del Mose e l'innalzamento del sistema quelle 4-5 volte l'anno che sarà necessario utilizzarlo».

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