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Mose, archivio

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Mose, nuovo test sollevamento paratoie

Fissata a 130 centimetri la soglia sopra la quale scatterà la movimentazione delle barriere. Critiche all'Autorità per la laguna: «tutto appiattito sull'opera, come se la laguna fosse un'autostrada»

Più 130 centimetri a punta della Salute à la soglia di salvaguardia sopra la quale scatterà il sollevamento delle barriere del Mose, lo riporta Ansa. La decisione è stata comunicata dal Commissario straordinario per l'opera, Elisabetta Spitz, nella relazione trimestrale sull'andamento del sistema. Chi darà il via al sollevamento saranno Spitz e il provveditorato alle opere pubbliche di Cinzia Zincone. Il prossimo 11 settembre è prevista una nuova prova di sollevamento generale delle paratoie alle tre bocche di porto: Malamocco, Lido San Nicolò e Chioggia, dopo le prove di luglio e agosto. Intanto il capolista di "Per Mestre e Venezia - Ecologia e solidarietà", Michele Boato, con Maria Rosa Vittadini, ex direttore del servizio Valutazione dell’impatto ambientale (Via) e alcuni tecnici tra cui Antonio Rusconi della commissione Salvaguardia di Venezia, hanno preparato un elenco di emendamenti da portare ai gruppi in parlamento per ridiscutere il decreto legge agosto del governo all'articolo 95, che ha istituito l'Autorità per la laguna con il compito di gestire il Mose. 

Il Mose è un aspetto

«L'articolo va in parte riscritto - affermano - e per farlo è necessario che ad avere poteri di indirizzo e vigilanza sull'Autorità non sia il ministro delle Infrastrutture, ma quello dell'Ambiente. «La laguna non è un'autostrada - affermano - ma un sistema acqueo sul quale, in base alle direttive, Quadro Acque del 2000 e Alluvioni del 2007, ha competenza l'Autorità di bacino che redige i piani e li attua attraverso i Dpcm circa ogni sei anni, tenendo conto dei cambiamenti climatici e del rischio alluvionale. Il problema è che non sono mai entrati in laguna». Questo, secondo loro, doveva fare il decreto agosto. «Creare un approccio basato sull'ambiente lagunare generale, compreso il bacino scolante e il mare antistante, come indica l'Autorità di bacino, anziché puntare quasi esclusivamente sulla gestione del Mose».

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