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Thetis, Pellicani del Pd: "Si lascia morire una società con carte in regola per gestire il Mose"

Critico il consigliere comunale veneziano sulle modalità di gestione della società. Un'interpellanza "per impegnare il sindaco ad assumersi le proprie responsabilità"

È critica la posizione del consigliere comunale del Pd, Nicola Pellicani, sulle modlità di gestione dell'azienda Thetis, con sede all'Arsenale di Venezia, in prima linea nella progettazione e realizzazione del progetto delle dighe mobili, il Mose, poi "abbandonata a se stessa" dopo lo scoppio dello scandalo per tangenti e corruzione.

Scrive Pellicani: "È sempre più a rischio la sopravvivenza di una società che rappresenta un fiore all'occhiello per Venezia, in particolare per il centro storico. Non sono a rischio solo oltre cento posti di lavoro, ma la presenza in città di un'eccellenza tra le società di ingegneria italiane, che costituisce una delle poche alternative concrete alla monocultura turistica imperante a Venezia. Purtroppo non è assolutamente chiaro cosa intendano fare il governo e il Consorzio Venezia Nuova, socio di maggioranza di Thetis. 

Troppe domande senza risposte: perché si lascia andare alla deriva un'azienda così ricca di competenze? Perché non viene valorizzata o messa sul mercato? Perché si è scelta la strada di una lenta agonia? Il progressivo svuotamento di Thetis di fatto sta rilanciando il progetto del Consorzio pre-inchiesta, restituendo centralità alle imprese dello stesso Consorzio in vista della grande partita relativa alla gestione del Mose".

Thetis, scrive Pellicani che ha presentato un'interpellanza in merito alla vicenda,  "è una risorsa che ha già dimostrato ampiamente di avere tutte le qualità  per poter stare sul mercato. È senza dubbio uno dei soggetti con le carte in regola per candidarsi in modo trasparente a gestire il Mose, quando saranno ultimati i lavori. Sulla carta mancano un paio di anni all'entrata in funzione delle dighe mobili, ma nessuno affronta con coraggio il tema centrale: come sciogliere il nodo della manutenzione e della gestione? In ballo c'è appalto da almeno 50 milioni l'anno: chi pagherà e come saranno gestiti? Tante domande senza risposte.

 Tutto tace anche per il trasferimento delle competenze dell'ex magistrato alle Acque alla città Metropolitana, previste per legge ma non ancora attuate. Cosa intende fare il sindaco? Basta rinvii e tentennamenti - scrive il consigliere Pd - a quasi due anni di amministrazione Brugnaro, è tempo di prendere delle decisioni".

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