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Thetis, presidio a Ca' Farsetti: "Stop ai licenziamenti". Incontro in Regione il 25

Martedì pomeriggio i lavoratori hanno manifestato davanti al Comune con volantinaggio e raccolta firme. Filctem Cgil: "Inammissibile lasciare a casa 45 collaboratori dopo anni"

Sugli striscioni il simbolo di una società legata al Consorzio Venezia Nuova e alla realizzazione del Mose a Venezia, Thetis. Un gruppo operante a livello internazionale con la collaborazione di addetti specializzati, tecnici e ingegneri con la passione per il proprio lavoro. Ora, però, il futuro non è così roseo per 45 dipendenti che rischiano di essere dichiarati in esubero nonostante competenze e professionalità: la conclusione dei lavori di realizzazione del Mose porta con sé anche ripercussioni su aziende e gruppi. Fase che si aggiunge ai contraccolpi derivanti dallo scandalo tangenti del 2004. Ma soprattutto dal presunto mancato incasso di 8 milioni di euro di crediti da parte del Consorzio Venezia Nuova, che pesano come un macigno sul bilancio (chiuso in rosso nel 2016, attingendo per 2 milioni anche dagli utili) e hanno determinato la riorganizzazione contro cui martedì pomeriggio i lavoratori hanno manifestato. Unanime la richiesta di ritiro dei licenziamenti. 

Venerdì il sindacato annuncia un volantinaggio al mercato di Mestre, mentre un altro seguirà la prossima settimana a Venezia. "La società è sana e pulita. Se amministratori e istituzioni non permetteranno la sua sopravvivenza per la gestione del Mose, vorrà dire che acconsentono a un certo modo di gestire i beni pubblici che ha portato alla catastrofe la città di Venezia", afferma il sindacato. Il 25 tutta la questione raggiunge i tavoli della Regione Veneto.

Per i sindacati, in prima linea negli ultimi tre anni, l'epilogo è stato un fulmine a ciel sereno. Come lo è stato per alcune forze politiche, il Pd in particolare, che a più riprese avevano fatto appello al governo per la salvaguardia della società. A Ca' Farsetti martedì si è discussa una interpellanza del consigliere Nicola Pellicani proprio sul tema. I lavoratori hanno intanto indetto lo stato di agitazione: pomeriggio hanno raggiunto compatti la sede del Comune, hanno distribuito volantini, srotolato striscioni. "Thetis è una risorsa per la città", "Salvare Thetis significa salvare Venezia", si leggeva tra gli slogan.

"Stop alle contraddizioni - afferma il sindacato Filctem Cgil - che mettono in evidenza una sostanziale incapacità di difendere un’azienda storica con elevate professionalità e fondamentale per la salvaguardia della laguna di Venezia e della gestione del Mose. Com’è possibile - si domanda la sigla dei chimici - che non più tardi di un mese fa l’amministratore unico di Thetis al tavolo regionale abbia dichiarato la volontà di predisporre un piano industriale con lo stesso perimetro occupazionale per rilanciare le attività, e soltanto un mese dopo presenti 45 esuberi?". E inoltre, scrive la Cgil: "Com’è possibile che dopo un anno non si sia trovata una soluzione per i lavoratori distaccati presso i laboratori dell’ex Magistrato alle acque e che l’unica via sia quella di licenziare 23 tecnici di Thetis?". La battaglia è appena cominciata.

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