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Foto di Pierpaolo Maso

Foto di Pierpaolo Maso

Porto Marghera, torce accese nella notte preoccupano anche fuori provincia VIDEO

Ma si tratta delle operazioni di fermata programmata del cracking, che porteranno al temporaneo arresto dell'impianto a scopo di manutenzione, come preannunciato da Eni

Foto, video e segnalazioni di molti lettori per le torce accese al petrolchimico di Porto Marghera, testimoniano la grande attenzione con cui da sempre vengono seguiti i fatti relativi all'impianto chimico veneziano. C'è preoccupazione perfino da fuori provincia (ad esempio a Vittorio Veneto), dove i cittadini chiedono di sapere cosa stia succedendo, se è tutto regolare o se si deve temere per la propria incolumità.

VARI EPISODI ACCADUTI

Di questi episodi se ne sono registrati diversi negli ultimi anni. E sono gli stessi fatti che hanno portato l'azienda Versalis del gruppo Eni, che opera all'interno di Porto Marghera, a stabilire, di comune accordo con i sindacati dei lavoratori, una fermata del cracking a scopo di manutenzione dell'impianto. Dopo che, nonostante l'ufficialità prima della sua chiusura, con la firma al ministero dello Sviluppo nel 2014, cui non prese parte la Cgil veneziana, e poi della sua vendita, nel 2016, abbia continuato a funzionare e produrre etilene dalla virgin nafta, che è alla base delle benzine.

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Specie dopo una commessa assai conveniente, proveniente dall'Olanda, paese che per un certo periodo si trovò a impianto bloccato e dovette ricorrere all'estero, proprio a Porto Marghera, per soddisfare il fabbisogno. Da questo momento in poi e con il continuo calo del prezzo del petrolio, Eni cambiò i programmi sul cracking a Venezia. Ma l'esigenza fodamentale rimaneva quella di mettervi mano, per operare le necessarie riparazioni e manutenzioni.

Quello che è iniziato ufficialmente giovedì pomeriggio, con il progressivo raffreddamento che porterà allo spegnimento e allo smontaggio di alcune parti del cracking, fasi delicatissime per la sicurezza degli operatori e che andranno avanti almeno fino al 19 ottobre GUARDA IL VIDEO CON LA SPIEGAZIONE. Eni ha investito milioni di euro e sembra decisa a puntare nuovamente su Porto Marghera, tanto da sedere al tavolo insieme ad altre 50 imprese committenti e ai rappresentanti dei lavoratori, giovedì scorso a Mestre, per siglare il patto sulla sicurezza, impegnandosi in prima linea per la prevenzione dei rischi, dopo i gravi incidenti accaduti negli anni precedenti, sempre durante le fasi di riparazione LEGGI L'ARTICOLO.

PREOCCUPAZIONE NEL TREVIGIANO

Intanto nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 3, sono arrivate segnalazioni da Vittorio Veneto, per i bagliori nel cielo di cui i cittadini, e perfino l'ex consigliere comunale trevigiano, Enrico Renosto, hanno cercato di capire la provenienza e la causa. "Stanotte dalla A27 a Vittorio Veneto abbiamo seguito la luce strana e siamo arrivati al petrolchimico di Marghera dove due enormi camini stavano bruciando gas...Nel frattempo molte auto si sono fermate lungo l'autostrada per fotografare lo strano fenomeno. Insomma, una 'visione' anomala ma che per fortuna non ha portato a nessun episodio di gravità. Tanta paura e stupore per nulla direbbe qualcuno".

ECCO DI COSA SI TRATTA, NELLA NOTA ENI

"I gas inviati a combustione sono costituiti prevalentemente da etilene e propilene e verranno combusti entro i limiti di capacità smokeless delle torce. Le fiaccole rimarranno attive per la combustione di piccole quantità di idrocarburi contenute nei flussi di azoto, utilizzati per la bonifica di sezioni dell'impianto, anche nei giorni successivi alla fermata e fino al riavvio dei cicli produttivi" LEGGI L'ARTICOLO.

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