menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Torce accese al Petrolchimico: controlli Arpav in laguna, Marghera e la Riviera

I risultati dei campionamenti si sapranno martedì. Intanto lunedì si è completato il riavviamento dell'impianto di Porto Marghera: "Lo spanto è stato raccolto tutto"

Dopo l'accensione delle torce del Petrolchimico di Porto Marghera domenica pomeriggio, sono continuati gli accertamenti dell'Arpav per stabilire se ci siano state delle ripercussioni a livello ambientale derivanti anche dalla perdita di "virgin-nafta", un prodotto della raffinazione del petrolio. Gli addetti dell'Arpav lunedì mattina hanno effettuato dei campionamenti a Fusina, a Malcontenta, a Oriago di Mira e nel centro del paese della Riviera del Brenta, ossia nelle zone in cui domenica pomeriggio spirava il vento (anche a velocità piuttosto sostenuta). 

I risultati sono attesi per martedì. Durante l'accensione delle torce, che hanno smaltito il materiale contenuto nell'impianto per sicurezza, il vento ha spirato in direzione sud-est alla velocità di 3 o 4 metri al secondo, aiutando in maniera sensibile a disperdere le particelle più pesanti. Come già sottolineato domenica, non c'è mai stato alcun pericolo per la popolazione, anche se naturalmente le torce, e la conseguente colonna di fumo che si è alzata in cielo, hanno destato un certo allarme. "Il disservizio dello scambiatore, dovuto ad un guasto meccanico, ha portato alla perdita di virgin nafta causando dapprima il blocco di alcuni forni e successivamente del relativo compressore di processo, con conseguente necessità di mettere in sicurezza l’impianto - spiega in una nota l'Arpav - Si sono così attivate le torce, sistemi di sicurezza atti a bruciare i gas di impianto in caso di anomalie con il minor impatto ambientale possibile al fine di evitare incendi o esplosioni.

Lunedì mattina, secondo l'Arpav, si sarebbe completato il riavvio dell'impianto del Petrolchimico, dove è stato sostituito anche uno dei compressori alla base del problema. Si sarebbe trattato della rottura meccanica di uno scambiatore, che ha determinato una perdita di virgin-nafta. A quel punto sono stati bloccati alcuni forni dell'impianto di cracking e sono state accese le torce. Tutto lo spanto (si parla di qualche migliaio di litri di virgin-nafta) è stato raccolto e inviato all'impianto di depurazione Sifagest, mentre sono continuate le rilevazioni in corrispondenza delle zone di scolo in laguna. Lunedì sopralluogo anche dei vigili del fuoco per appurare le cause dell'accaduto.

“La qualità dell’aria nelle ultime 48 ore a Porto Marghera appare buona - commenta l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, dando una scorsa ai dati su concentrazioni di ozono e di Pm10 nell’area di Porto Marghera e Mestre pubblicati nel sito Arpav - Spetta ai vigili del fuoco e al ministero dell’Interno procedure e prodotti della Versalis, in quanto l’azienda chimica dell’Eni rientra nel contingente degli impianti sottoposti alla direttiva ‘Seveso’ sul controllo degli incidenti rilevanti – precisa Bottacin – I vigili del fuoco, con i quali sono in costante contatto da ieri, non hanno ravvisato rischi di sorta. Del resto, dalla combustione verificatasi sono fuoriuscite sostanze per certi versi irritanti, ma non certo tossiche. Basta guardare i dati delle centraline Arpav di queste ore sulle emissioni di Pm 10 nell’area interessata: non solo i valori non evidenziano criticità, ma sono addirittura inferiori al livello di polveri sottili che si registrano nelle giornate nebbiose d’inverno nelle nostre città, quando impianti di riscaldamento e traffico saturano l’atmosfera di Pm 10”. Infine, a quanti hanno mosso critiche alla Regione per non aver attivato le procedure di emergenza, Bottacin replica seccamente: “Chi conosce le leggi sa che questo compito al Petrolchimico spetta al ministero degli Interni, tramite l’autorità competente, che sono i vigili del fuoco. Chi chiama in causa presunte responsabilità della Regione, dimostra di ignorare competenze e procedure”. 

"Storicamente, incidenti del genere - o, purtroppo, anche molto più gravi - sono più spesso avvenuti in momenti di incertezza sul destino degli impianti interessati, quando cioè si sono ridotte le manutenzioni e non c’era chiarezza sugli investimenti per adeguarli e rinnovarli - commenta il presidente della  Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin - E' esattamente la situazione odierna di Versalis: da tempo, infatti, Eni annuncia un piano per investire nella “chimica verde”, che però langue, mentre si cercano soci in giro per il mondo, a volte davvero improbabili, come il recente fondo statunitense, al cui concorso si è infine opportunamente rinunciato. E' dunque necessario che Eni presenti al più presto, ora si parla di settembre o ottobre, un piano con risorse credibili e tempi certi, in grado di dare garanzie su sicurezza, salute e ambiente e di rendere competitiva l’azienda, in chiave di sostenibilità e modernità. Il sistema di comunicazione alla popolazione domenica ha funzionato in modo poco adeguato, con messaggi non tempestivi e contraddittori. La “regia” della Regione, di cui si è parlato nelle note dell’Ulss, è stata del tutto insufficiente. Sarebbe il caso che restasse in capo al Comune, come è sempre (positivamente) stato. E’ necessaria una rapida comunicazione - conclude - sugli effetti precisi del guasto di domenica: che cosa è uscito dalle torce e in quale quantità, con la massima trasparenza e completezza".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

La Casa dei Tre Oci va al gruppo Berggruen Institute

Attualità

L'isola di Santa Maria delle Grazie può uscire dall'abbandono

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • social

    Perché San Valentino è la festa degli innamorati?

Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento