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Le macerie attuali di villa Fini

Le macerie attuali di villa Fini

Troppe le ferite ancora aperte del tornado: le macerie e la distruzione in Riviera del Brenta

I resti di villa Fini sono ancora lì, mentre sull'altra sponda del Naviglio in località Cesare Musatti i segni della devastazione sono evidenti. Anche a Cazzago "resistono" le gru

Le vite sono ripartite. E non poteva essere altrimenti. Alle 17.28 di venerdì, però, si sono fermate di nuovo a ricordare. A Mira minuto di silenzio, a Dolo le campane hanno suonato. A Cazzago di Pianiga pure. Il caldo estivo si è velato di mestizia per ciò che accadde un anno fa. Il tornado scaraventò nella disperazione centinaia di persone. Causò morte, distruzione. Fu un disastro. Nel frattempo, però, gli abitanti della Riviera si sono rialzati da soli.

Per esempio le donne che gestiscono il negozio di parrucchiera in località Cesare Musatti hanno rimesso tutto in ordine. La vetrina è accattivante, ma una parete è ancora coperta dalle impalcature. Un anno fa subito dopo il tornado erano già con la scopa in mano, tra detriti e vetri in frantumi. La loro attività era stata disintegrata dal vento impetuoso. A pochi metri, però, la ferita simbolo del tornado di un anno fa: villa Fini. Non è rimasto più nulla da allora. Le macerie sono ancora lì, a ricordare ciò che è stato. E a ricordare anche la promessa del presidente del Veneto, Luca Zaia: "La ricostruiremo com'era e dov'era", disse. Il sito sarà un cantiere permanente per lungo tempo.

"GLI AIUTI NON ARRIVANO", LA REGIONE ATTACCA IL GOVERNO

Così come lo sarà via Tito e gli edifici che si trovano dall'altra parte del Naviglio. Disastrati. Le macerie hanno lasciato spazio alle impalcature. Tutt'intorno la normalità, che normalità non è più. Anche a Cazzago di Pianiga, sulla strada provinciale, i segni del tornado sono sempre presenti. Il bar che era stato devastato ha riaperto da tempo: il titolare era finito al pronto soccorso con un occhio pesto. Stava cercando di mettere in salvo gli ombrelloni, ma venne sorpreso dall'arrivo del ciclone all'esterno. Lo scaraventò a terra. Mentre le macchine nel parcheggio volavano.

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Il marciapiede di fronte è ancora disastrato, mentre gli alberi sono finiti chissà dove. Non ce n'è più uno nella fascia in cui il tornado si è fatto sentire maggiormente. Qui tutto è ripartito: alle impalcature a un certo punto non si è fatto più caso. Negozi e residenti sono andati avanti, chiedendosi prima o poi se gli aiuti dello stato ai privati arriveranno prima o poi. Di fronte all'esempio dato dalla popolazione, servono risposte all'altezza. Per ora però, di veramente elevato c'è solo la gru in corrispondenza della facciata della concessionaria "Auto In", in via Provinciale Sud. E basta. 

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