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Tornado, volontari "indipendenti" al lavoro: si pensa a un concertone

Domenica continua l'enorme gara di solidarietà. Lunedì giorno cruciale per le risposte politiche. Si chiede aiuto alle star: da Vasco a Jovanotti

Nonostante la protezione civile di Dolo e quella di Pianiga (discorso a parte per Mira dove anche il sindaco Alvise Maniero sabato si è rimboccato le maniche per liberare dai detriti case, strade e campi "a nostro rischio e pericolo", ha dichiarato) puntualizzino che di volontari non ce n'è più bisogno per gestire la fase acuta dell'emergenza, sono centinaia le persone che anche domenica hanno raggiunto la Riviera del Brenta armati soprattutto di buona volontà. C'è un territorio intero in ginocchio, con danni di decine e decine di milioni di euro. C'è chi aveva pale e guanti, e chi non aveva nulla. C'è uno strumento in più, però, che contribuisce non poco a dirottare le forze dove effettivamente servono: è Facebook (con Twitter che invece si è rivelato fondamentale nelle ore successive al tornado per informare la popolazione).

Chi intende dare una mano in pochi secondi sa dove i volontari "indipendenti" stanno lavorando e dove servono braccia da regalare alla causa. Così è stato anche domenica. C'è chi è in mezzo ai campi ad asportare detriti, chi in via Melloni, altri in via Carrezzioi, altri in via Fratelli Bandiera. Tante, tantissime braccia. A Porto Menai e Giare si continua ad asportare macerie come nei giorni scorsi, e non finiscono mai. Qualche anno fa tutto questo non sarebbe stato possibile. C'è chi offre la propria auto che non usa da un anno e chi "coppi", letti, vestiti, generi alimentari. E' anche grazie ai social network se l'esercito di angeli delle macerie si rivela una truppa ordinata e non un'armata brancaleone.

Dopodiché da lunedì sarà il turno della politica, perché le braccia arrivano fino a un certo punto. Servono i soldi, e quelli non li fabbrica la buona volontà. E' prevista la prima seduta del Consiglio regionale con l'ok allo stanziamento di ulteriori tre milioni di euro dalla Regione. Ma si attende anche che il premier Matteo Renzi batta un colpo "ufficiale", dopo aver rassicurato il sindaco di Dolo Alberto Polo sul fatto che verrà decretato lo stato di calamità. Intanto gli istituti bancari hanno messo a disposizione plafond con crediti da cento milioni di euro totali e l'immensa macchina della solidarietà sta lavorando a tutto spiano. Impossibile contare eventi e locali che hanno devoluto in toto o in parte l'incasso delle serate. Praticamente tutti nella zona della Riviera, ma anche nel Miranese e sull'arenile.

In cantiere, ma ancora mancano conferme ufficiali, ci sarebbe anche un grande concerto di beneficienza che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe portare i grandi nomi della musica italiana. Un concertone dai grandi numeri, in grado di attirare decine di migliaia di persone per una buona causa. In attesa che entrino in campo i promoter di eventi veri e propri (sarebbe stata contattata la padovana Zed), sono i semplici cittadini a chiedere aiuto sui profili Facebook degli artisti. Del resto a Padova ormai tutti ci hanno suonato: da Jovanotti a Vasco Rossi, da Ligabue a Elisa. L'intento è di riportarli tutti qui, sullo stesso palco. Perché non solo i media nazionali, secondo il presidente Zaia, avrebbero snobbato l'emergenza, ma anche il mondo dell'arte e dello spettacolo, salvo alcune lodevoli eccezioni, è rimasto piuttosto silente. 

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