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Baretta incontra gli artigiani, Maniero: "Sul tornado il governo ci ha abbandonato"

Il sindaco di Mira alla vigilia del faccia a faccia col sottosegretario all'Economia: "Servono soldi, non crediti agevolati". Ok a una mozione M5S per la proroga dello stato d'emergenza

"Purtroppo la situazione è chiara, il Governo ce l'ha detto dal primo giorno: non avrebbe messo risorse per risarcire i privati. Ora li stanno soffocando con le carte. Ci siamo sentiti abbandonati fin da subito". Non usa mezzi termini in sindaco di Mira, Alvise Maniero, alla vigilia dell'incontro tra imprenditori della Riviera del Brenta cui parteciperò anche il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta. Si tratterà dell'ennesimo faccia a faccia tra i rappresentanti dei Comuni colpiti dal tornado dell'8 luglio e l'esponente del Governo, ma le distanze sembrano non essersi affievolite. 

Perlomeno secondo il primo cittadino di Mira: "Quello che il governo ha previsto è un fondo di credito agevolato - spiega - ma quest'ultimo viene definito inutile dagli stessi imprenditori che stanno cercando di rimettere in piedi le loro attività. Anzi, hanno dovuto pagare le imposte su quanto speso per la ricostruzione. Assurdo". Probabile che diverse voci critiche si leveranno sabato mattina nei confronti dell'Esecutivo, almeno per chiedere nel limite del possibile ciò che serve: soldi. Nient'altro. Spendibili subito tra l'altro: "La Regione ha tenuto fede alla sua promessa di un fondo per la ricostruzione - conclude Maniero - ma per accedervi ci sono dei requisiti burocratici folli. Se la norma è così va cambiata. Ringrazio il governo per la disponibilità e il confronto, ma qui c'è bisogno di altro rispetto alle parole". 

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Intanto il senatore del Movimento Cinque Stelle Giovanni Endrizzi, coordinandosi con alcuni consiglieri regionali in Veneto del Movimento, ha presentato a Roma una mozione (approvata) per la proroga dello stato di emergenza dopo il tornado dell'8 luglio scorso, oltre che di quello inerente la frana che ha colpito i dintorni di Cortina. "È un primo passo - spiega il senatore - Ce la stiamo mettendo tutta per aiutare il nostro territorio. La dichiarazione dello stato di emergenza è stata adottata per fronteggiare situazioni che per intensità ed estensione richiedono l'utilizzo di mezzi e poteri straordinari. Gli interventi predisposti sono tuttora in corso e, quindi, l'emergenza non può ritenersi conclusa". 

Sulla stessa lunghezza d'onda i consiglieri regionali Erika Baldin, Jacopo Berti, Manuel Brusco e Simone Scarabel: "Uniamo le forze a tutti i livelli - commentano - da Venezia a Roma in pieno spirito 5 stelle per contrastare l'immobilità della politica dei partiti nel far fronte a questa emergenza. Questo è possibile grazie ai legami che abbiamo con le nostre amministrazioni sul territorio. Dallo Stato non è arrivato nemmeno un euro per risarcire famiglie e imprese colpite dal cataclisma - concludono - Al contrario noi del M5S abbiamo donato alle zone colpite prima 4mila euro, con soldi risparmiati dalla nostra campagna elettorale finanziata con piccole e libere donazioni, e poi altri 52mila euro raccolti dal taglio dei nostri stipendi".

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