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Tornado, è polemica: per gli aiuti serve una perizia: "Inaccettabile"

Per accedere agli aiuti, Stato e Comune di Mira chiedono ai danneggiati dal devastante maltempo di qualche mese fa anche di allegare il documento di valutazione redatto da un tecnico. Legali: "Ingiusto onere, scoraggerà in molti a presentare domanda"

Oltre al danno, la beffa verrebbe da dire. Perchè a quanti sono stati colpiti dal tornado e vogliono accedere agli aiuti occorre presentare una buona quantità di documenti, compresa la perizia di un tecnico che accerti e valuti il danno subito. Non semplice burocrazia, dunque, ma una richiesta che lascia "scandalizzati" quanti hanno già perso tanto e necessitano degli aiuti: "E' inaccettabile e inconcepibile che a persone che hanno subito danni per decine di migliaia di euro, alle case, alle attività, alle auto, venga richiesta anche una perizia asseverata da un tecnico che costerà loro altri soldi”.

A criticare pesantemente questo ulteriore onere posto in capo ai danneggiati del tornado è Ermes Trovò, amministratore unico di Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. Gli esperti di Studio 3A stanno seguendo i casi di una quindicina di residenti nei comuni di Mira, Dolo e Pianiga, che si sono rivolti alla società per cercare di ottenere un risarcimento dei danni subiti equo e rapido: ci sono persone rimaste senza il tetto dell'abitazione e la stagione fredda si avvicina.  Lunedì scorso, durante un'assemblea pubblica, si sono levate diverse lamentele da questo punto di vista da parte dei residenti.

“Abbiamo già dovuto fare i conti in questi due mesi con una burocrazia assurda, tanto più in queste situazioni di emergenza, a partire dalla modulistica. Che senso ha che, per gli stessi danni, Stato, Regione e Comune richiedano ciascuno la compilazione di un modulo diverso? Senza contare che quello regionale non è ancora arrivato e non si sa cosa conterrà”, continua Trovò, che entra nel cuore della questione.

“Premettiamo subito che è apprezzabile la rapidità con cui l'amministrazione comunale di Mira ha avviato il bando per dare modo ai propri cittadini di accedere al plafond di contributi costituito dalle donazioni solidaristiche private e da uno stanziamento comunale, in attesa che arrivino – chissà quando – i fondi nazionali e regionali: una somma di trecentomila euro che certo non basta, ma aiuta. Siamo rimasti però esterrefatti e scandalizzati, e come noi tante delle persone colpite, per il fatto che, tra i vari documenti da allegare alla domanda, il Comune richieda anche una perizia asseverata da un tecnico. E la stessa richiesta è contenuta anche nel modulo per i contributi statali, anche se qui la perizia andrà prodotta in un secondo tempo, in caso di accettazione della domanda. Si tratta di un ingiusto e ingiustificato onere aggiuntivo imposto a cittadini che hanno già perso tanto, che comporterà costi non indifferenti, nell'ordine di alcune centinaia di euro, che metterà in difficoltà le persone che non hanno dimestichezza con questo tipo di pratiche, penso ad esempio agli anziani, e che alla fine scoraggerà molti dal presentare la domanda. Crediamo che sarebbe cosa buona e giusta che fosse la Pubblica Amministrazione, se proprio non c'è alternativa, a farsi carico di questa gravosa incombenza” incalza l'Amministratore unico di Studio 3A.

Non a caso, a fronte delle vibranti proteste dei cittadini nel corso della riunione informativa tenutasi lunedì scorso al ristorante “Dalla Clara” di Porto Menai, il sindaco di Mira, Alvise Maniero, alla fine si è assunto l'impegno di sondare la disponibilità di alcuni professionisti del territorio per redigere gratuitamente queste perizie per chi ne avesse bisogno. “Ma è un'iniziativa che andava assunta per tempo e ben strutturata per tutti - conclude Trovò -, non buttata là in seguito alle giuste lamentele della popolazione, e che soprattutto arriva fuori tempo massimo”: i termini per la presentazione dei moduli scadono martedì prossimo.
 

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