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Calcio alla Sla, torneo di campioni per solidarietà ad Andrea Zambon

Il 45enne di Quarto d'Altino da anni è affetto dalla malattia degenerativa. Sabato nel suo paese di residenza tanti volti noti per una buona causa

Un calcio alla Sla. Una iniziativa lodevole arriva da Quarto d'Altino, dove sabato 17 maggio si terrà un quadrangolare amichevole di calcio con lo scopo di raccontare e far conoscere la malattia di cui soffre il 45enne Andrea Zambon, che esattamente due anni fa protestò davanti al municipio del paese per chiedere gli assegni di domiciliarità che mancavano all'appello. Facendo molto parlare di sé. Ma serve tenere sempre la guardia alta con la Sla. Serve sensibilizzare e informare. Per questo è stato organizzato il torneo. I testimonial saranno Rachele Campagnol, campionessa mondiale di pattinaggio artistico a rotelle ed eletta atleta dell’anno, Mauro Marin, vincitore del Grande Fratello 10, i campioni del calcio Fabiano Ballarin, Mattia Collauto, Marco Fortin, Nicola Marangon, Daniele Pasa e Paolo Poggi.

"Da parte mia - afferma l’assessore allo Sport Radames Favaro - abbiamo ritenuto subito importante dare massima disponibilità unendo sport e sociale, connubio che dà sempre ottimi risultati. Abbiamo trovato da parte di tutte le associazioni sportive del territorio un aiuto concreto per Andrea e la sua famiglia. Riteniamo che una comunità, soprattutto nei momenti difficili, debba sapersi unire per sconfiggere anche le battaglie più dure".

La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni di età e che progressivamente spegne la capacità motoria del malato fino a renderlo totalmente immobile e non autosufficiente. In Italia si stimano  quasi 4000 casi di persone affette con circa 1000 nuove diagnosi all’anno e il solo Veneto ha quasi 300 casi diagnosticati.

“Andrea ha una famiglia che lo segue amorevolmente da anni – dichiara il dottor Cristiano Samueli, presidente dell’Associazione Italiana per le Decisioni di Fine vita  – ma noi suoi ex compagni di scuola abbiamo voluto dargli anche un segno tangibile del nostro affetto pensando di organizzare questo evento. Sono un medico – continua Samueli - e mi rendo conto che esistono ancora molte criticità nel campo della diagnosi, della cura e dell’assistenza a questi malati per arrivare a garantire una presa in carico completa del malato e dei suoi familiari. È altresì fondamentale arrivare a una diagnosi e a un trattamento precoce affinché questi malati possano mantenere una buona qualità di vita per molti anni. Il punto importante diventa dunque quello di costruire una percorso diagnostico-assistenziale che possa fornire una risposta concreta ai malati di Sla in ogni fase”.

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