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PIerre Cardin mostra ironicamente dove sarà il suo appartamento

PIerre Cardin mostra ironicamente dove sarà il suo appartamento

Pierre Cardin presenta il suo Palais: "Le prime ruspe a febbraio 2013"

Lo stilista e imprenditore si è concesso ai giornalisti per parlare della sua "visione" alla pagoda di cristallo del Vega, sede di una mostra sul grattacielo che vorrebbe costruire a Marghera

Combattivo. Sprizza energia da ogni gesto Pierre Cardin, lo stilista e imprenditore di origine trevigiana ("Mi chiamo Pietro Cardin" in Italia) che oggi in una conferenza stampa con giornalisti dall'Italia e dall'estero ha presentato alla "pagoda di cristallo" del Vega la propria "visione": il palazzo della Luce o "Palais Lumiere". Un grattacielo di 250 metri per "far riemergere dall'ombra Marghera, che ora è brutta", ha spiegato. Una "visione", certo, ma che poggia anche su solide basi economiche, che non sono solo il portafoglio dello stesso Cardin, pronto a investire da un miliardo e mezzo di euro a due miliardi sia per l'edificio in sé, sia per tutte le opere funzionali nel territorio (che tradotto in soldoni significa "bonifiche" e tram"). Si tratta anche di un progetto capace di generare guadagni. "Non faccio niente che già in partenza so che andrà in perdita", ha spiegato. In questo senso l'altezza delle tre torri dell'edificio sono al limite della "profittabilità".  

"LO FACCIO PER AMORE DI VENEZIA, O QUI O DA NESSUN'ALTRA PARTE"

"Abbiamo il 99 per cento di possibilità di farlo - ha spiegato Rodrigo Basilicati, ingegnere titolare del progetto e nipote di Pierre Cardin - e l'uno per cento è l'Enac". Se tutto andrà liscio per l'imprenditore originario di San Biagio di Callalta a febbraio 2013 a Marghera potranno già vedersi le ruspe. "Domani presenteremo il nostro progetto che dimostra che non ci sono rischi per gli aerei in fase di atterraggio all'aeroporto Marco Polo - ha sottolineato Basilicati - Il mio non è ottimismo fine a se stesso. Poggia infatti sulla logicità dello studio, che porta a mio parere a delle conclusioni inconfutabili". Martedì, quindi, sarà un giorno cruciale, che poi verrà seguito da un'ennesima Conferenza dei servizi e poi, tempo sessanta giorni in tutto, al nulla osta definitivo. Atteso verso ottobre. Da quel momento si contatteranno le aziende ("tutte venete, qui abbiamo tutto per costruire il Palais", ha spiegato Cardin) che parteciperanno all'impresa. In molti, visti i tempi, si stanno già tentando di "prenotare" via mail: l'opera, infatti, convolgerà 5mila lavoratori per cinque anni. Più tutto l'indotto. La maggior parte sono disoccupati che singolarmente chiedono occupazione. "E' un progetto anche sociale - ha spiegato Cardin - Lavoro, lavoro, lavoro. Io so cosa vuol dire lavorare. Questa terra deve tornare a risplendere. Soprattutto questa è l'epoca dell'ecologia. Qui non devono esserci più veleni".

Sempre se l'Ente nazionale per l'aviazione civile darà il suo assenso alla costruzione di questa città verticale di 255 metri. "In caso contrario non posso cambiare il progetto - sottolinea Cardin - qualcun altro proporrà un'idea nuova". Il concetto è semplice: più bassa di così lo staff di Cardin non può concepirla, altrimenti il costo delle bonifiche e del resto delle operazioni di costruzione sormonterebbe le entrate derivanti da appartamenti e alberghi. "Il progetto iniziale era di circa 290 metri - spiega Basilicati - sono riuscito ad arrivare a 250, sotto questa soglia è tecnicamente impossibile realizzarla".

Tutto sta all'Enac, dunque, anche se la tendenza sembra essere favorevole al progetto. "Questo sarà il faro di Venezia - ha spiegato l'imprenditore novantenne - e sarà simbolo della rinascita di Marghera. Lo vedranno tutti". Lo stilista non è neanche impaurito dalle pastoie burocratiche tipicamente italiane, anzi è sicuro: "L'inaugurazione potrebbe avvenire ad aprile 2015 - ha affermato - un mese prima dell'inizio dell'Expo di Milano". Già pronto il "listino prezzi": 20mila euro a metro quadro, con vista su Venezia. Quindi un appartamento da cento metri quadri costerà due milioni di euro. Per i muri e poco più. Per il resto bisognerà arredarsi l'abitazione con mobili e design "in stile Cardin".  

"La Torre - ha sottolineato - rappresenta la realizzazione più importante della mia vita e sarà un'opera ecologica, con pale eoliche e pannelli solari nascosti, di grande impatto sulla produttività in Veneto perché utilizzeremo solo imprese e mano d'opera venete, e di forte sostegno sociale con l'impiego di oltre 10mila posti di lavoro tra operatori diretti e indiretti".

Nella sua 'corsa' verso il cielo la Torre ospiterà su 44mila metri quadrati giardini pensili, laghi, piscine, hotel a cinque stelle con 440 camere e 30 stanze di lusso, ristoranti, tra cui uno panoramico sulla città storica, un teatro da 7mila posti e dieci cinema, oltre a centri benessere e fitness, pronto soccorso ospedaliero, bar, ambienti direzionali, 2mila posti auto privati e 4mila posti auto pubblici. Tutto per un costo di circa due miliardi di euro che saliranno a tre con la fornitura di arredamenti. Un "target" decisamente ricco, "ma ce ne sono nel mondo, e li faremo spendere qui", ha sottolineato col sorriso sulle labbra lo stilista, che ha preso posizione riguardo le grandi navi in laguna: "Questo deve essere un simbolo di rinascita, ma anche di rispetto per Venezia. Allo stesso modo credo che le navi da crociera debbano fermarsi fuori, possibilmente a Marghera".


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