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Traffico acqueo, un gps in ogni barca per scongiurare incidenti

L'arma segreta di Bergamo è il sistema Argos, interfacciato con i navigatori di bordo. Non saranno escluse dall'obbligo neppure le gondole

Il traffico acqueo resta il tema più caldo sui tavoli di Ca' Farsetti. Da oltre un mese, ovvero da quando un turista tedesco ha perso la vita in un incidente a Rialto, l'assessorato alla Mobilità, assieme all'ufficio del sindaco, sta cercando una soluzione al problema, tentando al contempo di non inimicarsi le tante categorie che lavorano in Canal Grande, dall'Actv ai gondolieri, dalla Veritas ai tassisti. Martedì, a seguito dell'ennesima riunione sul tema (ancora una volta contraddistinta dalle polemiche dei consiglieri che lamentano poche proposte “su carta”), è spuntata l'arma segreta di Ugo Bergamo, il titolare della Mobilità: sistemi gps obbligatori su ogni singola barca, gondole comprese.

IL VIDEO: DIECI ORE DI TRAFFICO A RIALTO

IN RETE – L'assessore ha chiarito subito: non basta uno smartphone collegato ad internet per soddisfare il nuovo obbligo di tenere a bordo un gps. Il modello potrà anche essere quello “base”, ma il sistema dovrà infatti potersi interfacciare con la centrale Argos, la famosa rete di telecamere per il controllo del traffico che fino a poco tempo fa era rimasta ferma ma che ora ha ricevuto il via libera dal garante della Privacy per essere utilizzata anche in forma sanzionatoria e che quindi verrà avviata a breve, non appena verrà adeguata la cartellonistica. L'obbligo di gps, comunque, avrà una scadenza più lunga rispetto a quel 4 novembre che invece è già termine ultimo per le nuove regole per battelli, taxi, gondole e trasporti.

VERITAS FA DA APRIPISTA: SÌ AL NUOVO PIANO

LE GONDOLE – Oltre a dover installare appunto un gps, i gondolieri, stando a quanto riporta la Nuova Venezia, dovranno abituarsi anche ad altre novità: scatta infatti il divieto si inversione di marcia sotto al ponte di Rialto, bisognerà invece girare a destra uscendo dal rio del Fondaco e a sinistra dal rio della Banca d'Italia; l'inversione potrà poi essere fatta, in sicurezza, solo davanti alla Pescheria e al rio di San Luca. Stop anche ai convogli: non più di due gondole potranno viaggiare vicine, contro le tre di oggi. A San Marco, infine, sarà possibile solo sbarcare i turisti in rio del Danieli, mentre gli imbarchi saranno spostati davanti alle Prigioni. Il presidente dei Bancali, Aldo Reato, si è detto favorevole alle novità, ma solo se arriveranno vigili con i telelaser per multare gli eccessi e se i vaporetti verranno obbligati a tenere la marcia indietro ai pontili.

IL "PROGETTO BERGAMO" VISTO PUNTO PER PUNTO

A MOTORE – Novità e richieste anche per tassisti e Actv. I primi hanno dichiarato di essere disposti a cedere sugli orari de trasporto merci, ma solo se viene concesso loro di passare per Rialto. Fare ogni volta il giro della città, dicono i rappresentanti della categoria, è semplicemente impensabile. Anche qui si punta il dito contro Actv, accusata di non rispettare regole e limiti. Il trasporto pubblico, intanto, lascia parlare il suo sindacato che chiede invece pontili doppi dove sia possibile e sempre ben differenziati da quelli di Alilaguna, massima intransigenza sulla Ztl della Stazione e più sorveglianza in Rio di Cannaregio, Fondamente Nuove e Canale della Giudecca, oltre all'eliminazione delle cosiddette “carovane” di taxi e gondole.

PROPOSTE E CONTRO PROPOSTE: I PRIMI 11 PUNTI

PARLA BETTIN - "I servizi ambientali, con Veritas e in stretto rapporto con l’assessorato alla Mobilità, hanno fatto il primo concreto passo per ridurre il traffico in Canal Grande, soprattutto nella zona di Rialto". Così l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin ha commentato in una nota stampa le varie richieste delle categorie. "Con l’apposito piano presentato martedì - continua l'assessore - ed elaborato concordemente, l’attività di mezzi che sarebbero comunque stati preziosi per il normale lavoro di rimozione e movimentazione del servizio di igiene urbana è stata riorganizzata, con qualche sforzo e sacrificio, in base al comune obiettivo di rendere più sicura e sostenibile per tutti la circolazione. E’ però necessario, ora, che lo stesso sforzo venga compiuto da tutti coloro che utilizzano lo spazio acqueo interessato. Non sarebbe, infatti, accettabile che fosse sostenuto soltanto dal settore pubblico o, peggio, da una parte di esso. Soltanto grazie a tale auspicabile e diffusa assunzione di responsabilità - conclude Bettin - sarà possibile compiere quel necessario salto di qualità, quel cambiamento, la cui urgenza la tragedia di agosto ha reso drammaticamente evidente ma che la stessa esperienza quotidiana dei veneziani e di chiunque attraversi la città conferma, da tempo, essere necessaria e non più rinviabile".

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