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Traffico acqueo a Venezia fuori controllo, "in Canal Grande si rischiano troppi incidenti"

L'accusa è del pm Terzo, per il quale bisognerebbe ridurre del 75% il numero di veicoli presenti. Morte Vogel, formulata la richiesta di accusa: 17 mesi per il gondoliere

Ridurre il traffico acqueo del 75%. Come riportano i quotidiani locali, sarebbe questo per il pm Roberto Terzo l'unico modo per rendere sicura la porzione di Canal Grande che va da Palazzo dei Camerlenghi a Ca' Farsetti, quello che è considerato il "fazzoletto" più pericoloso da percorrere in laguna. La zona più congestionata dal traffico insieme a San Zaccaria e all'area antistante la stazione ferroviaria di Santa Lucia.

La morte di Vogel

Proprio nel tratto compreso tra la sede della Corte dei Conti e il palazzo del Comune 4 anni fa morì il criminologo tedesco Joachim Vogel, schiacciato da un vaporetto mentre si trovava a bordo di una gondola con la famiglia. A seguito del tragico incidente, l'ex commissario Vittorio Zappalorto aveva cominciato ad apportare delle modifiche al traffico acqueo, ma secondo il pm è possibile mettere ulteriore mano per regolare una situazione che appare quotidianamente fuori controllo, e foriera di nuovi incidenti.

La manovra imprudente

Secondo il pm, l'incidente in cui perse la vita Vogel, nacque dalla scelta sbagliata del gondoliere Daniele Forcellini, per il quale la richiesta di condanna è pari a 17 mesi di reclusione per omicidio colposo in concorso. I video registrati dal sistema Argos e da un amatore avrebbero una "potenza probatoria": nelle immagini si vede la manovra imprudente del gondoliere di attraversare il Canal Grande proprio a ridosso di Rialto. Provocando stress alla navigazione e l'effetto domino che ha poi coinvolto 3 vaporetti e un taxi. La sentenza definitiva il prossimo 18 dicembre.

Troppi approdi

Nella requisitoria, il pm ha specificato come l'area in cui si è verificato l'incidente sia molto pericolosa per la presenza di numerosi approdi, tre di Actv, oltre agli stazi di gondole e taxi e agli approdi delle chiatte. Si tratta di uno dei posti a maggior intensità di traffico: nel corso di un'osservazione mirata nel 2015, in 10 ore erano transitati un totale di 1607 mezzi, di cui 700 taxi. Un sovraffollamento, come ha avuto modo di specificare Terzo, che pregiudica sicurezza e vivibilità.

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