Olio e gasolio illegale a fiumi: frode fiscale da 5 milioni, un arresto

Smantellata un’organizzazione criminale con vertice nel Padovano e ramificazioni anche nel Veneziano. Operazione della guardia di finanza giovedì

Gasolio e olio lubrificante a fiumi, una grossa organizzazione dedita al commercio internazione con ramificazioni in tutta Italia. È in corso, sin dalle prime ore di giovedì, una vasta operazione di polizia giudiziaria che sta coinvolgendo anche la provincia di Venezia.

OPERAZIONE "OIL DISCOUNT". I finanzieri hanno eseguito 40 perquisizioni in sedi di società e in abitazioni tra le province di Padova, Venezia, Treviso, Verona, Milano, Teramo, Napoli, Reggio Emilia, Roma, Foggia e Campobasso. Complessivamente, l'indagine vede coinvolte 27 persone, alle quali sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari e al mancato assolvimento dell'imposta di cosumo sugli olii lubrificanti. Il promotore dell'organizzazione, M.S., 58 anni, di Teolo (Padova), è stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip di Padova.

L'OPERAZIONE "OIL DISCOUNT": Guarda il video

OLIO LUBRIFICANTE. Dal 2011 ad oggi, il sodalizio scoperto dal Nucleo polizia tributaria di Padova, nell’ambito delle indagini coordinate dalla locale procura della Repubblica, ha introdotto e commercializzato illegalmente sul territorio nazionale 4 milioni e 500mila litri di olio lubrificante nonché ingenti quantitativi di carburante, destinati in parte alle “pompe bianche”, evadendo l'imposta sul valore aggiunto per quasi tre milioni di euro. Attraverso le gestione di 30 imprese di comodo sparse sul territorio nazionale e in altri stati membri dell'Unione Europea, nonché mediante il ricorso ad una "scuderia" di prestanome rintracciati tra persone alcolizzate e non abbienti, l'organizzazione ha introdotto in Italia ingenti quantitativi di olio lubrificante in confezioni (barattoli, fusti) di provenienza comunitaria, senza assolvere al pagamento delle imposte di consumo e del contributo sugli olii usati.

MODUS OPERANDI. La frode è stata perpetrata in modo articolato, con l'invio di prodotti da paesi membri in favore di società "cartiere", che, a loro volta, emettevano falsi documenti di trasporto e false fatture, in modo da simulare la legittima provenienza del prodotto petrolifero e approvvigionare venditori italiani senza destare il sospetto che sull'olio non fosse stata assolta l'imposta di consumo. L'olio è stato distribuito su gran parte del territorio nazionale partendo da basi logistiche non autorizzate allo stoccaggio di olii minerali e sconosciute all'amministrazione finanziaria.

GASOLIO. L'organizzazione ha inoltre introdotto in Italia rilevanti volumi di gasolio per autotrazione di provenienza slovena. Questi venivano immessi in consumo facendoli transitare da depositi commerciali locali con la licenza di "destinatario registrato". Una volta assolta l'accisa sul prodotto, attraverso l'interposizione di società di comodo create per non assolvere agli obblighi Iva, la merce giungeva infine ai distributori (le cosiddette "pompe bianche"), a prezzi oltremodo concorrenziali rispetto a quelli normalmente praticabili.

I NUMERI DELL'OPERAZIONE. Il bilancio dell'operazione "oil discount" è di 40 perquisizioni, un arresto ai domiciliari nei confronti dell'uomo ritenuto a capo dell'organizzazione, 620mila euro di sequestri cautelari. In totale le persone indagate sono 27, trenta le imprese coinvolte nella frode dal 2011 al 2015, 13 i prestanome. Contestata l'evasione di un milione e 800mila euro di imposte di consumo sugli olii lubrificanti e di 3 milioni di imposta sul valore aggiunto, per una frode fiscale di oltre 5 milioni di euro.

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