Cronaca Santa Croce / Piazzale Roma

Il tram in pompa magna a Venezia: "Ora rivoluzioniamo i trasporti" VD

Viaggio inaugurale martedì da Favaro a piazzale Roma per il siluro. Brugnaro: "Un'opera che ha comportato sacrifici. C'è gente che ha chiuso il negozio, non lo dimentichiamo. Ora però la faremo funzionare"

Ora è stato il momento del taglio del nastro, dei sorrisi e della pacche sulle spalle. Ma è da mercoledì che si fa sul serio, quando il tram finalmente entrerà ufficialmente in servizio sulla tratta che collega Mestre a Venezia, attraverso il ponte della Libertà. Per questo motivo erano almeno tre le pattuglie della polizia municipale (compreso il comandante Marco Agostini) impegnate a fermare e informare gli automobilisti che in uscita dal terminal automobilistico, per abitudine più che per altro, si trovavano a transitare per la corsia riservata al tram. "Da domani sarà un'altra storia", spiegava un agente a un conducente indisciplinato.

E davvero da mercoledì sarà un'altra storia: "Non arriviamo con entusiasmo a questa inaugurazione - ha sottolineato il sindaco Luigi Brugnaro - perché sappiamo quanti sacrifici è costato il tram. C'è gente che ha chiuso il negozio per i cantieri. Non lo dimentichiamo. Ma ora dobbiamo far funzionare al meglio il servizio". Com'è ovvio attorno a lui erano presenti gli amministratori di Avm, di Actv e di Pmv, con l'amministratore unico Antonio Stifanelli tra i più festeggiati. Del resto è lui "il padre del tram". Dunque il copione è scivolato via senza grossi scossoni: una selva di fotografi ha immortalato l'arrivo del siluro fino alla pensilina, dopodiché discorsi ufficiali e complimenti per tutti.

ARRIVA IL TRAM: I NUOVI ORARI

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Per gli operai, per le aziende e per i dirigenti. "E' prematuro - ha commentato Brugnaro - dire se il tram sarà fortunato: intanto, siamo contenti che sia arrivato, perché abbiamo lavorato sodo affinché tutto andasse bene. Siamo convinti - ha proseguito - che anche la rete degli autobus vada ristrutturata e che questa operazione vada effettuata di concerto con i sindaci del territorio. Nella logica della città metropolitana, se piazzale Roma e piazzale Cialdini sono i punti caldi e gli snodi del trasporto pubblico, dobbiamo fare in modo che siano però raggiunti anche i territori più lontani. Per questo, l'operazione non riguarderà solo Mestre, ma l'intera citta'".

Quello che intende realizzare il Comune è infatti un netto cambio di rotta. "Bisogna - riprende il sindaco - superare la logica della rottura di carico. Va realizzato un sistema tipo cerchi olimpici  e le persone dovranno abituarsi all'idea di non partire più da un punto e arrivare direttamente ad un altro: questo costa troppo e vanno pensati dei cambi. Però, nei luoghi in cui si incrociano più linee, vanno realizzati nel contempo dei punti di interscambio tra mezzi, comprese bici e moto, oltre a luoghi di sosta e ristoro in cui si informi anche sui tempi d'attesa sfruttando i mezzi informatici. Gli abitanti di Burano ci mettono due ore per tornare a casa per esempio. Stiamo pensando a un collegamento acqueo in zona Quarto d'Altino se sarà possibile".

L'idea quindi è di valorizzare il traffico "leggero" in modo da renderlo complementare al tram e alla rete extraurbana degli autobus. Il sindaco ha preso come esempio Santa Maria di Sala: secondo le sue parole il paese veneziano dopo le 19 non avrebbe più alcun collegamento con Mestre e Venezia: "Se invece facessimo continuare la linea fino a Dolo per esempio, organizzando una circolare vera e propria, i tempi si allungherebbero ma la tratta diventerebbe più sostenibile. Ci sarebbero più utenti". In ballo in tutto questo c'è il bilancio di Actv, in via di risanamento. In tempi di vacche magre serve  trovare il giusto equilibrio tra le necessità dei cittadini e le criticità in fatto di risorse.

Lo stesso concetto che induce il sindaco Brugnaro a chiudere ancora una volta la porta all'ipotesi di una tratta del tram in centro storico fino a San Basilio. Un progetto appoggiato dalle amministrazioni precedenti e che ha già visto la firma di un accordo di programma tra Ca' Farsetti e Autorità Portuale. Secondo quell'accordo il Comune dovrebbe mettere 15 milioni di euro, il Porto 24. Ma il primo cittadino taglia corto: "Non ci sono soldi - dichiara - io sono abituato a dare l'ok alle cose solo dopo che è stato concepito un progetto preciso. Non è il tempo di fare i sognatori, ma di essere umili. Non ci sono soldi, quindi il tram non arriverà a San Basilio".

Da mercoledì alcune linee storiche di autobus di Actv vanno definitivamente in pensione, mentre altre fermeranno le loro corse a Mestre e non più a piazzale Roma, imponendo il trasbordo sul tram nello snodo di terraferma di piazzale Cialdini. Da lì ogni 5 minuti dovrà partire un tram o un bus della linea 4L per Venezia. Per governare l'avvio, che si immagina caotico, sono state assoldate delle hostess che aiuteranno i passeggeri, anche a bordo del tram, a salire sul mezzo giusto, e sono stati stampati 15 mila pieghevoli e 1.300 locandine. L'obiettivo è quello di evitare l'assalto agli autisti per conoscere fermate, orari e coincidenze. La prima corsa del tram diretta a Venezia il 16 settembre parte dal capolinea di Favaro alle 6.06 e ferma a piazzale Cialdini alle 6.23, con arrivo a Venezia alle 6.45; a Marghera la prima partenza è alle 6.25, arrivo a piazzale Cialdini alle 6.55.

"Saranno i cittadini a dire se l'opera funziona e se meritava di essere costruita oppure no - ha dichiarato il presidente di Pmv Antonio Stifanelli - Il resto per me non conta. E' un avvenimento storico, che cambia la vita della città". Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'amministratore delegato di Avm Giovanni Seno: "Ha un valore storico anche il collegamento tra Mestre e Marghera - commenta - questo è un mezzo verde, economico e facile da guidare. Mi auguro che i cittadini siano soddisfatti. La nostra responsabilità - conclude - è di farlo funzionare". Concorde il presidente di Actv, Luca Scalabrin, secondo cui "il tram darà una mano anche alle persone con problemi di deambulazione. Chiudiamo le polemiche facendo funzionare un mezzo che sicuramente darà grossa soddisfazione". Dulcis in fundo il più  grande nemico del "siluro rosso", ora costretto a inaugurarlo in quanto assessore ai Trasporti: "La città ha subito pesanti disagi - ha dichiarato Renato Boraso - ma siamo arrivati alla fine. Quindi ringrazio mestrini e veneziani per la pazienza".

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