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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca San Donà di Piave

Da due donatori di cuore, fegato e polmoni, salvata la vita a un giovane

Grazie a due donatori del Veneto orientale è stato possibile operare un ragazzo del Piemonte

Le staffette con medici, forze dell'ordine, ambulanze, voli aerei. Un centinaio di persone coinvolte in una corsa contro il tempo perché ogni minuto trascorso poteva compromettere l’integrità degli organi e la vita di chi li aspettava. Nell'ultimo mese l'Ulss 4 è stata protagonista di una serie di straordinarie donazioni che hanno permesso ad una decina di persone di continuare a vivere e di migliorare la propria condizione di vita.

Il trapianto di cuore

Le più impegnative sono arrivate da due persone. All'ospedale di San Donà di Piave il personale del centro locale trapianti con il coinvolgimento di varie unità operative ospedaliere, ha prelevato cuore, polmoni, fegato e reni. Il cuore, in particolare, è stato prelevato di notte, scortato all'aeroporto di Venezia e trasferito in Piemonte dov’è stata salvata la vita ad un ragazzo. Questa donazione ha coinvolto oltre cento persone in una staffetta contro il tempo per poter svolgere il trapianto nel giro di poche ore. Il tutto si è concluso con successo, tanto che la Regione Piemonte in questi giorni ha formalmente ringraziato il centro locale trapianti dell'Ulss 4 coordinato da Elena Momesso.  

La donazione dei polmoni

Più impegnativa è stata la donazione dei polmoni. L'equipe medica arrivata in aereo per prelevare gli organi è dovuta atterrare a Bologna a causa della fitta nebbia presente all'aeroporto di Venezia. L'Ulss 4 ha quindi inviato un’ambulanza in Emilia Romagna per recuperare il personale medico e trasferirlo all'ospedale di San Donà ed infine questo è potuto rientrare con un volo da Venezia perché nel frattempo la nebbia si era diradata. «Un esempio concreto di grande sensibilità e di generosità della popolazione del Veneto orientale,  la maggior parte di questi donatori aveva già espresso la volontà di donare gli organi all'anagrafe del proprio comune di residenza», spiega la dottoressa Momesso. 

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