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Trasfusione infetta: il Comune dovrà ora risarcire 783 mila euro

I fatti risalgono al 1972. Dopo una serie di trasfusioni all'ospedale Civile una donna aveva contratto l'epatite C che la portò al decesso

Dopo un banale intervento chirurgico all'ospedale Civile aveva contratto l'epatite C che l'aveva portata alla morte prematura a soli 69 anni. Come riportano i quotidiani locali, ora il Comune, per la morte della donna, dovrà risarcire 783mila euro. A deciderlo è stato il giudice del Tribunale di Venezia, accogliendo in parte il ricorso presentato dai familiari della donna scomparsa.

L'operazione che ha fatto contrarre la malattia alla signora è avvenuta nel 1972. In seguito a un raschiamento post aborto infatti, la ragazza, per un problema di anemia, venne sottoposta a quattro trasfusioni. È nel 1990 che l'epatite C inizia a manifestarsi e condanna la donna prima alla cirrosi epatica, poi a un tumore al fegato che risulterà fatale.

La morte nel 2009, con la famiglia che decide di fare causa all'ospedale. Ora la sentenza che riconduce l'infezione proprio a quelle trasfusioni. A pagare però non sarà l'Ulss 12 bensì il Comune, in quanto i fatti sono addebitabili a ospedali ormai soppressi. Sarà quindi Ca' Farsetti a dover sborsare i 783 mila euro decisi dal giudice.

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