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Morì di cirrosi epatica nel 2001: familiari risarciti con 700mila euro

Un trasfusione di sangue infetto nel 1990 causò l'epatite C in una donna di Portogruaro. Dopo una lunga battaglia, il Tribunale ha dato ragione ai familiari

Morire per sangue infetto. Era successo ad una donna di Portogruaro, nel 2001: nel 1990 fu sottoposta ad una serie di trasfusioni, poi l'insorgenza dell'epatite C, degenerata in una cirrosi epatica che non le ha lasciato scampo. Come riporta il Gazzettino, dopo una lunga battaglia legale contro l'Ulss 10, il tribunale di Venezia ha stabilito che la causa dell'insorgenza della malattia nella donna fu dovuta proprio a trasfusioni infette.

La sentenza condanna l'Ulss a pagare 700mila euro alla famiglia quale risarcimento, sebbene la causa sia ancora pendente in appello per la Regione ed il Ministero. L'avvocato Massimo Dragone di Mestre, che ha avviato l'azione legale, inoltre, ha richiesto un ulteriore indennizzo per i danni da trasfusione, come previsto dalla legge 210 del 1992. Sono quindi altri 77mila euro a spettare ai familiari della vittima. Ed è proprio il legale mestrino a spiegare come sia stata fatta finalmente giustizia, dal momento che vicende come queste meritano la massima comprensione, in quanto intrise di dolore.

La forza di andare avanti e rendere giustizia alla madre è ciò che ha permesso di fare andare avanti la figlia in una battaglia che, come ha spiegato, sembrava molto complessa da vincere. L'augurio della ragazza è che chi ha subito dei danni di salute si adoperi per capire fino in fondo quali siano le responsabilità del ssitemo sanitario.

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