Cronaca

Actv, lettera dei sindacati ai ministri: «Aggressioni pericolose e insostenibili»

L'opposizione autoconvoca il Consiglio comunale: «Dopo che innumerevoli richieste di discutere le problematiche del trasporto pubblico sono cadute nel vuoto, presentate un quinto delle firme necessarie alla seduta»

Foto di archivio di assembramenti nei mezzi Actv

Il clima di tensione nel sistema del trasporto pubblico veneziano non si allenta. Ogni giorno c'è il rischio che a bordo di qualche vaporetto o autobus possa capitare qualcosa di più serio di un semplice alterco. Di questo sono convinti i sindacati che hanno scritto una lettera al ministro dei Trasporti Enrico Giovannini e a quello del Lavoro Andrea Orlando, oltre alla Regione, al Comune, al Prefetto e al Questore. Da un lato le sigle Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl Aft, Faisa Cisal e Usb, e dall'altro, separatamente, Fit Cisl, hanno esposto la preoccupazione per questo stato di agitazione crescente. «Le gravi aggressioni accadute nei fine settimana di aprile e maggio, e nei primi giorni di giugno, hanno coinvolto alcuni dipendenti di Avm che hanno subito attacchi verbali poi degenerati nelle vie di fatto, con interventi della forza pubblica. Questo ad opera di utenti esasperati dalla carenza cronica di mezzi». Le organizzazioni sindacali, a salvaguardia della incolumità dei lavoratori, fanno sapere che: «in carenza di idonee garanzie volte a preservare la salute dei dipendenti non potrà essere garantita la regolarità dei trasporti, fatto salvo il rispetto dei servizi minimi di legge, e a condizione che agli imbarcaderi e sui mezzi ci sia la forza pubblica». 

Il Partito Democratico veneziano e gli altri gruppi di minoranza hanno raccolto le firme, un quinto, necessarie ad autoconvocare il Consiglio comunale in 20 giorni per affrontare le problematiche e i disservizi del trasporto pubblico locale. «La situazione è ormai insostenibile. Dopo che le innumerevoli richieste di discutere sono cadute nel vuoto, i consiglieri comunali del Pd Alessandro Baglioni, Monica Sambo, Pierpaolo Baretta, Alberto Fantuzzo, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Paolo Ticozzi ed Emanuela Zanatta insieme ai gruppi Verde Progressista, Terra e acqua 2020, Tutta la città insieme! e Movimento 5 Stelle hanno presentato l'istanza prevista dallo Statuto. Riteniamo - scrivono - che i gravi problemi di questi giorni vadano affrontati subito, perché la situazione di disagio, disservizi e mezzi che sfiorano la capienza prevista dalla legge non può andare ancora avanti. Da una parte si rischia di compromettere la ripartenza economica, dall’altro le tensioni sempre maggiori vanno stemperate al più presto, prima che la situazione sfugga definitivamente di mano».

«Ieri sono stati aggrediti due marinai, il giorno prima era toccato ai dipendenti degli uffici al Lido, due settimane fa un altro episodio a Murano. E sono solo i casi più gravi», argomenta il consigliere regionale del Partito Democratico Jonatan Montanariello. «Già a gennaio avevo firmato una mozione per aprire un tavolo con i vertici aziendali e le parti sociali di Avm dopo lo stralcio degli accordi di secondo livello - sostiene il consigliere regionale di Liga Veneta Marco Dolfin -. Va rivista la gestione dell'intero servizio. La città rappresenta la Regione nel mondo e ciò che si deve vedere non è un trasporto pubblico da terzo mondo». Il vicepresidente della Regione Elisa De Berti ha conferma l'interlocuzione aperta con il ministro della Salute Roberto Speranza. «Il problema della capienza dei mezzi acquei riguarda anche Liguria e Lombardia che su mare e laghi condividono le stesse criticità per garantire la mobilità. La richiesta è quella di portare il limite dal 50 almeno al 70-80% del riempimento dei natanti». Actv ieri è corsa ai ripari con modifiche agli orari. Tram, mezzi acquei e bus sono stati rafforzati in particolare nelle fasce serali, in vista del passaggio in fascia bianca da lunedì.

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