Trasporto pubblico locale, invocati un tavolo e un piano: «È emergenza mobilità»

Gruppo Avm Actv: «Strumentalizzazioni politiche. La diminuzione degli introiti turistici sul 2019 è tra il 75 e l'80%». «Il futuro della città passa attraverso il suo tpl»

Chi parla di «caos», chi di «emergenza mobilità». Alcune foto dei trasporti pubblici locali a Venezia, nel weekend di ferragosto, hanno mostrato code agli imbarcaderi e corse cariche di utenti: vaporetti, bus e tram. Monica Sambo e Alessandro Baglioni, capigruppo del Pd in Consiglio comunale, la prima, e di Municipalità a Favaro, il secondo, sono tornati a gamba tesa contro «gli assembramenti a bordo e agli imbarcaderi, causati del regime ridotto con cui certe corse stanno ancora funzionando nonostante la ripresa del turismo - denunciando - passeggeri rimasti a terra e disagi specie nelle isole. Il trasporto pubblico locale - scrive Sambo - deve essere a servizio dei cittadini e le corse non possono rimanere ancora ridotte». 

Il tavolo e il piano

Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, candidato sindaco, ha chiesto che «l'amministrazione comunale convochi un tavolo con tutti gli interessati per una gestione capace di affrontare la ripresa scolastica del 14 settembre e i grandi eventi come la Mostra del Cinema». Il professor Stefano Zecchi, ex amministratore di Venezia e candidato sindaco, ha parlato di un piano per risolvere «una situazione non accettabile, attraverso un fondo del Comune destinato alla mobilità. Anche al di là del pericolo di contagio da Coronavirus - ha detto il professore - la politica ha il compito di definire un livello massimo sostenibile di turisti giornalieri per Venezia, calcolato in base a criteri di sicurezza, nettezza urbana, spazi di attraversamento e capacità dei trasporti».

Favaro e aeroporto

Baglioni ha elencato la situazione attuale di alcune linee. «Nonostante le segnalazioni e interrogazioni, il servizio festivo (e per la linea 5 anche quello feriale) non è stato potenziato. In particolare: la linea 19 sta caricando anche gli utenti della linea 5 poiché risulta ancora tagliato quasi il 70% delle corse dell'aerobus; la linea 45 è sospesa e la linea 9 tagliata. A Dese - prosegue Baglioni - in tutto il pomeriggio non transita nemmeno un autobus, con un buco di 7 ore. Tessera è quasi isolata, con un solo collegamento all'ora per Venezia e nessuno per Mestre. All’aeroporto di domenica non esiste alcun collegamento Actv con Mestre (nemmeno con la stazione) e passa solo un autobus all’ora diretto a Venezia. Anche il servizio serale nei giorni festivi è stato drasticamente ridotto». 

La replica

Molto diversa la situazione per il gruppo Avm Actv, a cominciare dalle motivazioni, spiega, che hanno mosso «le polemiche sui trasporti degli ultimi due giorni: strumentalizzazioni politiche che danneggiano l’azienda e tutti gli sforzi dei tanti che si stanno adoperando per mantenere i servizi, pur in una situazione oggettivamente straordinaria». I numeri nel complesso, per Avm Actv, mostrano percentuali di calo sia della bigliettazione che degli utenti, dell'ordine «del 75-80% degli introiti turistici per la navigazione, con analogo calo dei trasportati. E, da inizio estate, di oltre il 30% dei passeggeri trasportati rispetto all’estate scorsa in terraferma. In questa situazione - conclude il gruppo - è umiliante e non accettabile subire polemiche assurde e basate sul nulla se non sulla ricerca di consenso personale».

Flessibilità

«Serve elasticità per reggere l'impatto di settembre - dicono la consigliera 5 Stelle Sara Visman, candidata sindaco, ed Erika Baldin consigliera regionale M5s. Il futuro della città passa attraverso il suo trasporto pubblico locale - affermano -. Non ci interessano le polemiche elettorali - Ad esempio in questi giorni, spiegano - si dovrebbe ripristinare la linea 7 diretta turistica per Murano, che (oltre a sgravare le linee per i residenti) con le sue fermate diffuse rivitalizzerebbe alcuni angoli dell'isola. Auspichiamo che le convenzioni con le aziende, le app su smartphone, l'uso spinto del digital con i servizi di trasporto on demand divengano la prassi alla svelta, in modo da permettere ai veneziani di spostarsi senza orari assurdi o spintoni: ne hanno diritto».

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