Sgominata una banda di passeur dall'Iraq alla Francia: cinque in arresto

Si facevano pagare fino a 10mila euro per viaggio. Uno dei responsabili preso in provincia di Venezia

Una delle auto impiegate per i trasporti

Aveva il suo cuore a Torino e ramificazioni anche in provincia di Venezia l'organizzazione finalizzata al traffico di migranti che è stata smantellata nei giorni scorsi dalla polizia di Aosta. Secondo quanto ricostruito, la banda era costituita da sei iracheni che gestivano i flussi di clandestini provenienti dal Medio Oriente attraverso la rotta migratoria del Mediterraneo orientale. Uno di loro, 25enne, è stato raggiunto dalla misura cautelare già in carcere a Brissogne (Aosta); un 29enne è stato rintracciato a Torino e un 23enne in provincia di Venezia. Altri due sono stati individuati all'estero, mentre uno è tuttora ricercato. La notizia è riportata da TorinoToday.

Le indagini, partite all'inizio del 2019, sono state coordinate dal pm Valerio Longi della direzione distrettuale antimafia della procura di Torino. A ogni membro dell'organizzazione, secondo le direttive e gli ordini del capo, era attribuito un compito ben definito: autisti dei mezzi utilizzati per gli spostamenti dei clandestini, staffette con la funzione di anticipare i veicoli e segnalare eventuali controlli di polizia. Secondo quanto emerso, la tariffa dovuta per il viaggio (dal Medio Oriente all'Italia passando per Turchia e Grecia) veniva suddivisa per tratte e variava a seconda delle modalità di svolgimento dell'itinerario, tipologia dei mezzi di trasporto e alloggi temporanei nelle città di appoggio e transito. Si poteva arrivare anche fino a 10mila euro a persona. Solitamente l'ultima tappa prima dell'espatrio era proprio a Torino, dove veniva organizzato il tratto conclusivo del viaggio, che avveniva sempre nel corso della notte.

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Sono stati documentati numerosi viaggi effettuati verso paesi europei non solo attraverso i trafori e valichi di Valle d'Aosta e provincia di Torino, ma utilizzando anche percorsi di frontiera secondari. Nel corso dell'operazione sono state effettuate perquisizioni e sequestri di cellulari, schede sim di vari paesi, dispositivi informatici, navigatori satellitari, automobili, documenti e denaro.
 

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