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Casinò, trattativa ancora al palo: "O si trova l'intesa o c'è il rischio di scelte dolorose"

Il sindaco Brugnaro nei giorni scorsi aveva palesato il pericolo di 150 esuberi. Giovedì il tavolo sindacale è andato a vuoto. Assessore Zuin: "Lunedì in giunta il piano di rilancio"

Dopo 12 incontri nel corso degli ultimi due mesi, le posizioni tra Casinò di Venezia, Comune e le organizzazioni sindacali sono ancora distanti. Anche il tavolo di giovedì non è andato in porto: “Si continua a non comprendere l'estrema gravità della situazione che sta attraversando la Casa da gioco – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Michele Zuin – il piano industriale che abbiamo presentato ancora a febbraio è l'unica strada da percorrere per mettere in sicurezza l'azienda e, conseguentemente, il bilancio del Comune. A fronte di un impegno della proprietà di ricapitalizzare e prevedere risorse per sostenere il piano degli investimenti, a cominciare del restyling della sede di Ca' Noghera – ha proseguito l'assessore – si registra un'estrema rigidità da parte dei sindacati nel contribuire al risanamento dell'azienda. Riduzione del costo del lavoro, stesura di un nuovo contratto, innovazione del sistema premiante e maggiore flessibilità nell'organizzazione degli orari di lavoro sono i punti qualificanti del piano proposto”.

La contro-proposta presentata dai lavoratori non viene ritenuta sufficiente: "E' carente dal punto di vista della riduzione dei costi e mantiene in essere l'attuale contratto di lavoro che, in sostanza, ingessa l'organizzazione e la capacità produttiva - sottolinea l'esponente della giunta Brugnaro - Non possiamo più sostenere l'attuale sistema che prevede la contrattazione sindacale preventiva su qualsiasi decisione tipica del datore di lavoro, come ad esempio il recente episodio di sostituzione di alcune slot con altre più moderne. Lunedì - ha concluso Zuin - presenterò in giunta la delibera che prende atto del piano industriale. La legge ci impone, ai fini della ricapitalizzazione della Casa da gioco, di mettere in atto un piano di ristrutturazione e risanamento aziendale. Sarà poi il Consiglio comunale ad approvarlo in via definitiva tra due settimane. Senza accordo c'è il rischio di scelte dolorose, ma inevitabili”.

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