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Ai domiciliari per continui maltrattamenti alla moglie, ma è recidivo: finisce in carcere

Si tratta di un agricoltore veneziano, arrestato già la scorsa settimana. Manette ai polsi anche per un 52enne responsabile di reati tributari e un 57enne per truffa

Una serie di arresti per i militari dell'Arma di Portogruaro. Il primo a finire nella rete dei carabinieri è stato T.P., 52enne di origini piemontesi ma residente a Fossalta, ritenuto responsabile di alcuni reati tributari. Sull'uomo pendeva un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Venezia, dopo che gli uomini in divisa l'avevano attentamente tenuto sotto controllo e ne avevano studiato i movimenti. Condotto nella caserma di via Manzoni, dopo le formalità di rito è stato associato alla casa circondariale Castello di Pordenone, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria: dovrà espiare una pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione.

Analoga operazione anche a Portogruaro, dove i carabinieri hanno dichiarato in arresto R.P., 57enne del posto, ritenuto colpevole di falsità materiale in atti pubblici e in scrittura privata, nonché per il reato di truffa, commessi nella città sulle rive del Lemene. Il pregiudicato, su cui pendeva un ordine di carcerazione, emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Udine, dovrà espiare un mese di reclusione. I militari, dopo aver rintracciato e condotto l’uomo negli uffici di caserma, lo hanno dichiarato in arresto e, successivamente agli adempimenti di competenza, hanno provveduto a notificarlgi gli arresti domiciliari.

Recidivo. I carabinieri dello stesso comando stazione hanno infatti messo nuovamente le manette ai polsi a B.L., 54enne agricoltore di origini veneziane, già arrestato la scorsa settimana dai militari di Annone Veneto, quando era stato ristretto a casa propria in stato di detenzione domiciliare. L’agricoltore, da tempo, era ritenuto responsabile di maltrattamenti a danno della moglie, ma in quest’ultimo periodo continuava a mantenere atteggiamenti ritenuti contrari agli obblighi impostogli dalla Magistratura. Alla luce dei comportamenti reiterati, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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