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Giovani topi d'auto in centro a Mestre: tre ragazzi nei guai, tra loro una minorenne

L'episodio è andato in scena giovedì mattina, attorno alle 7. A Lido, invece, nella notte denunciato un 20enne di origini kosovare: aveva rubato uno zaino poggiato fuori da un locale

La loro presenza aveva destato sin dal principio sospetti. Attorno alle 7 di giovedì mattina, un uomo che passava per Piazzetta Giordano Bruno a Mestre si è accorto del comportamento compromettente di tre giovani, due ragazzi e una ragazza, che stavano prendendo di mira alcune automobili in sosta. Immediata è partita quindi la chiamata al 113, per informare le forze dell'ordine di quanto stava succedendo.

Quando la volante è giunta sul posto, dei tre delinquenti non c'era più traccia, ma erano comunque riusciti a lasciare il proprio segno su tre veicoli, dei quali avevano forzato le portiere. Pochi istanti più tardi, tuttavia, è partita un'altra segnalazione analoga, in zona ospedale vecchio. I poliziotti si sono quindi mossi rapidamente, riuscendo a fermare i delinquenti e identificandoli per D.F.L., 21enne di origine cilena e P.F., 23enne di Catania. Con loro una minorenne, di 17 anni.

Riconosciuti come gli autori di entrambi i furti, sono stati poi portati in Questura per ulteriori accertamenti. Il 21enne, a seguito di perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello, il 23enne, invece, di una torcia e numerose chiavette usb, mentre la minorenne di un cacciavite e due torce. Inevitabile la denuncia in stato di libertà per tentato furto aggravato e continuato in concorso, mentre il più grande dei tre è stato deferito anche per ricettazione.

Nella notte gli uomini in divisa hanno invece denunciato a piede libero per il reato di furto B.R., cittadino del Kosovo di 20 anni, resosi responsabile del furto di uno zaino. Il ragazzo stava transitando per il Gran Viale Santa Maria Elisabetta quando ha adocchiato la borsa, lasciata incustodita fuori di un locale. L'avrebbe quindi svuotata degli effetti personali, intascandosi il denaro contante contenuto all'interno del portafoglio.

Il proprietario, che aveva appoggiato lo zaino fintanto che si trovava all'intero dei servizi pubblici, ha subito rivendicato lo zaino, chiamando prontamente la polizia. Il ladruncolo, dopo l'arrivo di una volante, non ha potuto fare altro che ammettere il proprio reato, indicando i cestini all'interno dei quali aveva gettato gli oggetti contenuti all'interno. Del denaro, però, nessuna traccia. Inevitabile, in seguito, la denuncia all'autorità giudiziaria.

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