Cronaca

Cocktail di acque sante come cura miracolosa, in 5 accusati per truffa

Tra le persone che finiranno alla sbarra anche una biologa e sua figlia, che dovranno anche rispondere di esercizio abusivo della professione medica

Un “cocktail” di acque benedette da Lourdes, Fatima e Medjugorje, utilizzato per cure che, però, di miracoloso avevano ben poco, almeno secondo il pm di Ancona, che ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone, tutte accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il gruppetto di imbroglioni, che comprendeva anche una biologa, tra il 2010 e il 2012 avrebbe venduto le “acque della luce bianca” come panacea universale a moltissime persone in cerca di aiuto.

MIRACOLI A PAGAMENTO – A finire alla sbarra, il 25 marzo, nel corso dell'udienza preliminare, saranno quindi una nota biologa di Svarchi di Numana e sua figlia, oltre a tre loro collaboratori. Per le due professioniste sanitarie c'è anche l'accusa di concorso in esercizio abusivo della professione medica. Restano fuori invece il marito della donna e la loro altra figlia, per cui le accuse sono state archiviate. Nel 2012 i carabinieri del Nas misero i sigilli a quattro locali e a un laboratorio dove venivano preparati i flaconi di acqua da rivendere ai pazienti, e sequestrarono ben quattromila fiale per un valore di circa tre milioni di euro, in una rete di imbrogli che si allargava fino ad Ancona, Bari e Venezia, tanto che gli Ordini dei medici dei tre capoluoghi si sono costituiti come parte offesa assieme ad altri 24 soggetti. Per i militari la “banda dei miracoli” prometteva la guarigione grazie alle acque sante, ma la biologa accusata fornisce un'altra versione: nessuna garanzia di miglioramenti, solo un metodo per “ritrovare la serenità” grazie alle “frequenze positive” delle acque. A decidere chi ha ragione saranno i magistrati.

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