Affitta casa "fantasma" per le vacanze a Jesolo, truffa da 7mila euro

Giro di vite della questura che dal mese di agosto a oggi ha denunciato 25 autori di raggiri on line. Creato un apposito pool. Allarme per la sempre più diffusa truffa del postamat

Un pool di investigatori creato ad hoc dalla questura di Treviso per contrastare i raggiri messi a segno attraverso il web, in particolar modo tramite annunci pubblicati su portali come Subito.it e Ebay. Dallo scorso mese di agosto sono state ben 25 le persone denunciate per aver raggirato alcuni venditori, riuscendo a farsi accreditare importanti somme di denaro. Un caso eclatante è quello che ha visto come sfortunato protagonista un trevigiano che ha versato una somma di circa 7mila euro per affittare una casa per le vacanze a Jesolo, dopo aver trovato un'inserzione on line. Purtroppo l'abitazione in questione semplicemente non esisteva.

Truffe via web

In un altro caso, un trevigiano residente a Venezia, dopo aver messo su internet un annuncio per la vendita di pneumatici al prezzo di 600 euro, è stato contattato da un uomo interessato all’acquisto, il quale si è presentato con un falso nominativo. Dopo una breve trattativa intrapresa via filo, le parti hanno raggiunto un accordo, a seguito del quale il venditore trevigiano ha fornito all’acquirente il proprio Iban per la ricezione del pagamento. Con una serie di scuse, tuttavia, il compratore, spiegando di essere impossibilitato ad effettuare il bonifico bancario, lo ha convinto a ricevere un pagamento con modalità alternative, dettandogli specificatamente le istruzioni da seguire. A quel punto, il venditore si è recato direttamente presso lo sportello bancario più vicino, seguendo le istruzioni telefoniche che gli erano state fornite, senza rendersi conto che, invece che ricevere la somma di denaro, stava effettuando un versamento nel conto del truffatore.

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Con modalità molto simili, G.M., veneziano di 40 anni, è stato denunciato per aver raggirato una ragazza trevigiana che aveva posto in vendita su Subito.it una bicicletta al prezzo di 200 euro. L’acquirente, che anche in questo caso ha spiegato di non poter procedere al canonico versamento bancario, è riuscito a raggirare la giovane ragazza, dettandogli precise istruzioni da seguire nel più vicino sportello bancario per ottenere il pagamento. Tuttavia la ragazza si è accorta solo successivamente di non aver ricevuto alcun pagamento, ma che, al contrario, aveva appena versato quasi 2000 euro sul conto corrente indicato dall’acquirente. G.M., che si è avvalso di un prestanome intestatario dell’utenza telefonica, con a carico alcuni precedenti specifici, è stato denunciato per il reato di truffa.

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