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Il comando della guardia di finanza di Udine

Il comando della guardia di finanza di Udine

Truffa per milioni di euro, "svenata" una ditta di San Donà di Piave

L'azienda della città si è vista raggirare da alcuni imprenditori senza scrupoli perdendo una somma di circa 610mila euro. Nei guai in 14

Un imprenditore arrestato e tredici persone denunciate. Sono questi i numeri di una operazione della guardia di finanza del capoluogo friulano che ha interessato, come parte lesa, anche una azienda di San Donà di Piave, i cui titolari sarebbero stati raggirati per una somma che supera i 600mila euro. Gli imprenditori finiti nel mirino delle fiamme gialle, secondo l'accusa, facevano fallire le proprie ditte per poi distrarre i capitali all'estero. Tra mancati pagamenti a fornitori e sottrazione di denaro - versato all'estero o non dovuto al fisco - l'ammontare delle bancarotte ammonta a circa 1,5 milioni di euro (in cui si ascrivono quattro ditte friulane). Il gip di Udine ha emesso un decreto di sequestro per equivalente per 177mila euro, relativi alle imposte non versate. La società di San Donà, finita nel mirino di questi imprenditori senza scrupoli, si è vista causare un danno di circa 610.000 euro.

I titolari della prima azienda a fallire avrebbero poi trasferito un milione di euro in Slovenia a due società riconducibili a loro stessi. Nello stesso tempo hanno prelevato dalle casse sociali ulteriori 53mila euro. In più hanno venduto un immobile a un congiunto dell’amministratore effettuando tuttavia il pagamento per una somma inferiore a quella “formalmente” indicata nel rogito di vendita.

La seconda società, operante nel settore delle locazioni immobiliari, ha posto in essere condotte distrattive mediante prelievi e trasferimenti illeciti dalle casse sociali per circa 90.000 euro nonché, per ulteriori 15.6600 euro, occultando gli incassi per canoni di locazione di appartamenti regolarmente pagati dagli inquilini documentando falsamente inesistenti “stati di insolvenza” dei locatari. Infine la società fallita non ha provveduto a versare le imposte dovute allo Stato per circa 80.000 euro. La terza ditta, operante nel settore dell’istallazione di apparati industriali, si è resa responsabile di distrazioni per prelievi e/o trasferimenti bancari per complessivi 427.000 euro e inoltre non ha versato imposte allo Stato per circa 97.000 euro. La quarta società, infine, operante nel settore dell’istallazione di impianti elettrici, ha effettuato forniture a favore di una ditta individuale (riconducibile al medesimo amministratore della società fallita) per circa 83.000 euro senza ricevere né richiedere alcun corrispettivo per tali cessioni.

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