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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca Salzano

Pensionato firma un depliant e si ritrova con un contratto da 9 mila euro

La vicenda di un residente a Salzano. Grazie all'intervento dell'Adico, il documento, spacciato per una mera registrazione anagrafica, è stato annullato

Dai prodotti per la casa ai viaggi-vacanza che possono risultare ancora più appetibili. Il raggiro del catalogo, che non conosce mai il tramonto si avventura verso nuove frontiere allargando i suoi tentacoli e diversificando i settori di vendita. La vittima, in questo caso, è un pensionato di Salzano, M.T., caduto nella rete di una società padovana per una cifra che ruota attorno ai 9 mila euro. Fortunatamente, grazie all’intervento di Adico, il contratto è stato annullato in tempi record, anche se erano ampiamente scaduti i 14 giorni per usufruire del diritto di recesso. 

L’anziano è stato contattato dagli addetti di una azienda padovana che lo hanno sottoposto a un sondaggio telefonico. Alla fine della chiamata gli è stata comunicata la volontà di consegnargli personalmente un depliant promozionale con alcune interessanti offerte per vacanza da sogno e scontate. Il pensionato ha accettato la richiesta e ha accolto in casa i venditori che gli hanno appunto fatto visionare alcuni cataloghi per le vacanze.

Prima di andarsene, come di consuetudine in questo raggiro, uno dei commerciali ha richiesto a M.T. la firma su un modulo spiegando, di fronte alle pressanti richieste di rassicurazione da parte della vittima, che si trattava di una semplice firma per la registrazione dell’anagrafica presso la ditta. Alla fine, i venditori se ne sono andati per rifarsi vivi dopo alcune settimane, quando era ormai impossibile usufruire del diritto di recesso. E hanno così svelato all’uomo l’arcano: il modulo per l’anagrafica era in realtà un contratto con il quale l’uomo nel corso di 10 anni era chiamato all’acquisto di pacchetti vacanza per un valore complessivo di 8.990 euro. Un importo presente nel modulo firmato ma praticamente illeggibile, perché scritto non in cifre ma in lettere minuscole e in corsivo. 

«Abbiamo scritto immediatamente all’azienda tramite il nostro ufficio legale - racconta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico - e, grazie alla nostra attività legale con la quale abbiamo contestato l’assenza di consenso da parte del socio che non aveva alcuna intenzione di firmare un contratto, il contratto è stato annullato. Nella diffida abbiamo evidenziato come più volte l’uomo, assieme alla moglie, abbia chiesto al venditore se vi fosse qualche obbligo di natura economica. Abbiamo dunque intimato l’annullamento del rapporto per vizio del consenso, fermo restando che di fatto non esiste alcun contratto. E la società ha aderito alla nostra richiesta in tempi molto rapidi».

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