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Maghi delle truffe online: svuotavano i conti correnti in tutta Italia

C'è anche un colpo a Scorzè da parte della banda che con un trucchetto riusciva a prosciugare i conti

Alle vittime venivano inviati sms o mail contenenti un link che reindirizzava ad un sito clone delle poste italiane o di altri istituti di credito, dove i malcapitati declinavano ingenuamente le credenziali di accesso ai profili di home banking e i dati personali. Talvolta invece era un finto operatore degli istituti bancari, che contattava telefonicamente il truffato e simulava problemi tecnici inesistenti sul conto on line, riuscendo a carpire i preziosi dati. Con questo trucchetto, con le informazioni raccolte i malviventi si recavano negli store degli operatori di telefonia mobile, muniti di documenti falsi, ed effettuavano il cosiddetto “sim swap” chiedendo la duplicazione delle sim giustificata da falsi malfunzionamenti o furti. Così il legittimo titolare del numero telefonico veniva escluso dal rapporto con l’operatore e loro potevano ricevere i codici di protezione di secondo livello necessari ad autorizzare i bonifici on-line dai conti correnti delle vittime o a perfezionare gli acquisti su siti di e-commerce.

Grazie a questo metodo, un'organizzazione criminale che oggi è stata smantellata dai carabinieri del nucleo investigativo di Genova, è riuscita a commettere 28 truffe, a tentarne altre dieci, e a rubare alle vittime complessivamente 200mila euro. E, tra i colpi, ce n'è uno registrato anche ai danni di un veneziano, un 25enne di Scorzè che a ottobre 2019 ha subito una truffa di oltre 400 euro.

Sette persone sono finite in manette (5 in carcere, 2 agli arresti domiciliari), altre sette sono state colpite da provvedimenti meno restrittivi (3 obblighi di dimora, 4 obblighi di firma) nell'ambito dell'inchiesta, denominata Fortnite perchè, nel corso degli accertamenti, è emerso che alcuni degli indagati erano appassionati del mondo virtuale del popolare videogioco. Risultano accertati numerosi acquisti di lingotti in oro, collane e strumenti tecnologici da parte dei truffatori, con i proventi dei raggiri. Alcuni tentativi di truffa sono falliti grazie al tempestivo intervento delle vittime, in altri casi sono stati gli stessi carabinieri che hanno impedito il prosciugamento dei conti, informando per tempo i malcapitati.

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