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Cronaca

Anche le suore cadono nella truffa della falsa rivista dei carabinieri: quattro denunciati

I militari dell'Arma della compagnia di Venezia hanno denunciato i presunti autori di una decina di raggiri in laguna. Le indagini sono scattate dalla segnalazione di un giudecchino

I carabinieri di Venezia, al termine di un'indagine avviata nel mese di settembre a seguito della denuncia presentata da un pensionato residente nell’isola della Giudecca, il quale contattato al telefono gli era stata proposta la sottoscrizione di un abbonamento a delle riviste delle forze dell’ordine al prezzo di 99 euro per ricevere soltanto tre numeri, hanno denunciato in stato di libertà quattro persone: un barese di 43 anni, un messinese di 54 anni, un milanese di 44 anni e un foggiano di 61 anni. Tutti sono ritenuti responsabili di truffa aggravata, frode nell’esercizio del commercio, violazione dei diritti di proprietà industriale delle forze armate.

L'inizio delle indagini

Tutto è scattato dalla denuncia presentata alla stazione dei cabinieri della Giudecca. I militari dell'Arma si sono fatti trovare a casa dell'anziano al momento della consegna del pacco da parte del corriere e hanno sequestrato la merce. Da lì, immediatamente, è stata intuita la truffa. Al di là dei prezzi esorbitanti con cui venivano vendute le riviste, le stesse sebbene realizzate egregiamente, a un occhio esperto sono apparse in realtà delle imitazioni.

Risalita la piramide

A partire dal sequestro, i carabinieri sono riusciti a risalire a ritroso anche ad altre consegne dello stesso tipo effettuate in laguna e da lì sono state interpellate le ignare vittime convinte di aver acquistato effettivamente delle riviste originali delle forze dell’ordine. Le truffe scoperte, in tutto una decina, hanno riguardato persone di ogni età, dai 20 ai 70 anni, di varie classi sociali. Tra queste anche le suore del vicino monastero delle Clarisse.

Probabili casi in tutta Italia

Tutto il materiale è stato sequestrato, le indagini dei carabinieri proseguiranno in quanto si sospetta che dietro a queste truffe ci sia un rilevante giro di denaro e che ci siano ulteriori casi sommersi in provincia. Un fenomeno che, stando anche alle varie denunce scattate in varie parti d'Italia, potrebbe interessare gran parte dello Stivale. "I carabinieri ribadiscono di diffidare da chi propone abbonamenti telefonici e invitano chiunque sia stato coinvolto in casi analoghi a segnalarlo immediatamente al 112", sottolineano i militari dell'Arma.

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