Esercito di stagionali che truffano l'Inps: raggiro da tre milioni di euro

La Finanza di Jesolo ha scoperto oltre trecento casi di extracomunitari che percepivano l'indennità di disoccupazione espatriando subito

Un esercito che ha succhiato risorse allo Stato ai danni di chi ne avrebbe avuto realmente bisogno. Per un raggiro ai danni dell'Inps che in dieci anni supera i tre milioni di euro. Del resto tre casi su quattro sono risultati irregolari, a denotare il fatto che il concetto era "così fan tutti". Trovato l'inghippo ci si adeguava, tanto più che le tasche si riempivano di soldi senza fare nulla. Un sogno. La guardia di finanza della tenenza di Jesolo, assieme ai vertici dell'Inps, hanno scoperto che 331 lavoratori del settore turistico-alberghiero della località balneare hanno percepito indebitamente indennità di disoccupazione per anni. Chi più chi meno.

Lavoravano i quattro mesi e mezzo "canonici" nelle strutture ricettive e nei servizi dedicati ai turisti durante l'estate per poi fare armi e bagagli e tornare in patria. In attesa di tornare l'anno successivo. Peccato che il requisito principale per poter accedere agli ammortizzatori sociali sia il fatto di non espatriare. Lo Stato ti aiuta, infatti, ma solo se sei pronto a rispondere affermativamente a una eventuale offerta di lavoro. Per farlo, naturalmente, devi stare in Italia. A disposizione.

Così non accadeva per i 331 lavoratori (su 444 controllati) colti in fallo. Alcuni di loro ora stanno già pagando, per la necessità di essere ripresi a lavorare tra qualche mese. Altri si troveranno tra capo e collo una batosta molto pesante. Sono state comminate sanzioni per 2.592.952 euro, a fronte di somme indebitamente percepite per 3.021.935 euro. L'indennità di disoccupazione è uno strumento assistenziale, il cui valore può superare anche i 1.200 euro al mese, che viene corrisposto a lavoratori italiani e stranieri nei periodi di disoccupazione involontaria trascorsa in Italia, per permettere al lavoratore di ricercare una nuova attività, superando il momentaneo disagio economico.

Qui invece erano diventati praticamente degli stipendi, accreditati direttamente in conto corrente. Per stanarli le fiamme gialle e l'Inps hanno controllato i passaporti, "tracciando" quindi le partenze e gli arrivi degli stagionali. E' stato scoperto che chi è stato sanzionato si assentava per periodi che oscillavano da uno a cinque mesi. Rimanendo in madrepatria. Com'era lecito aspettarsi, visto il tipo di mansioni stagionali finite nel mirino, a trovarsi nei guai sono soprattutto cittadini di nazionalità bengalese, dopodiché si sono trovati nella "rete" anche cittadini della Tunisia, del Marocco, del Cile, dell'Argentina e dell'Est Europa.

Tutti coloro che per viaggiare dovevano esibire il proprio passaporto. Il faro delle forze dell'ordine si è concentrato sul periodo dal 2005 al 2013 (oltre dieci anni scatta la prescrizione). Per stanare i "furbetti dell'indennità" sono stati necessari circa due mesi. Serviva fare in fretta, prima che la voce si spargesse e gli sforzi investigativi diventassero vani. Da quest'anno, dunque, l'Inps risparmierà da subito due milioni e mezzo di euro. A tutto vantaggio di chi effettivamente si trova in difficoltà e ha bisogno di tempo per risollevarsi.

PARLA IL TENENTE GABRIELE IZZO DELLA FINANZA DI JESOLO

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