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Si fa "schermare" l'iPhone e lo vende come nuovo, denunciata

Una 38enne mestrina si era fatta pagare 400 euro per uno smartphone non funzionante. La donna non aveva mai pagato le rate. A cadere nella trappola una 35enne di Pianiga

Si era fatta "schermare" volontariamente l'iPhone in modo da renderlo inutilizzabile. Del resto a lei serviva così: nuovo di zecca ma non funzionante. L'avrebbe quindi rivenduto a qualche acquirente pronto a spendere fior di quattrini pur di poter possedere uno dei gioielli della Apple. La truffa è stata smascherata dai carabinieri della tenenza di Dolo, che nei giorni scorsi hanno ricevuto una denuncia da parte di una signora 35enne residente a Pianiga.

La malcapitata, di origini bulgare, aveva scovato un'offerta irresistibile su un sito di annunci e compravendite gratuite. Quattrocento euro per uno smartphone. Senza pensarci troppo su la 35enne quindi inserisce le proprie credenziali e viene contattata dalla donna che aveva pubblicato l'annuncio, una 38enne dell'hinterland mestrino. Lo scambio avviene davanti alla stazione di Venezia Santa Lucia. Le interlocutrici si riconoscono e portano a termine l'affare.

L'iPhone era in tutto e per tutto originale. Con la propria custodia e gli accessori. Niente lasciava presagire al fatto che ci si trovasse davanti a una "patacca". La realtà è saltata fuori solo più tardi, quando la 35enne è tornata a casa e ha cercato di accendere il cellulare. Ma niente. Lo stesso rimaneva sempre senza copertura di rete. Inutilizzabile. Perché? Il motivo lo hanno scoperto pochi giorni più tardi i carabinieri. La truffatrice infatti aveva acquistato lo smartphone in una rivenditoria autorizzata della Riviera del Brenta, ma non aveva pagato nemmeno una rata del contratto pattuito.

Per questo motivo il telefono è stato schermato. I militari sono riusciti a risalire attraverso il codice identificativo del prodotto al negozio in cui era stato effettuato l'acquisto, dopodiché hanno potuto visionare la documentazione relativa ai contratti stipulati. Ed è saltato fuori il nome della 38enne, che per potersi accapparrare l'iPhone aveva dovuto fornire i dati della propria carta d'identità. Inevitabile, quindi, la denuncia per truffa.

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