"Mi ricarica la Postepay con 996 euro?" Poi scappa col malloppo

Truffatore in azione al bar Olimpia di Mirano in via Mariutto martedì pomeriggio, inseguito dal titolare. Fuga contromano passando col rosso

"Le chiedo un favore, mi ricarica la Postepay di 996 euro?". Quel cliente vestito in maniera distinta con una polo rosa shocking e jeans sembrava una persona a modo. Movenze eleganti e sguardo rassicurante. Invece era uno dei truffatori che stanno imperversando sempre con la stessa tipologia di truffa. A colpi di mille euro a raggiro. Sabato erano nel Bellunese, martedì pomeriggio invece la decisione di colpire nel Veneziano.

A cadere nel tranello sono stati i gestori del bar Olimpia in via Mariutto a Mirano. "Una volta presa in mano non mi sembrava la solita carta ricaricabile - spiega la titolare - Aveva dei numeri più piccoli. Tanto che me li sono fatti leggere da lui". Fatto sta che alla fine la transazione va a buon fine, nonostante il malintenzionato avesse presentato una vecchia tessera di codice fiscale. Al momento di pagare il dovuto ai gestori del locale, però, la carta di credito estratta dal portafoglio inspiegabilmente non va. Non viene letta. Uno, due, tre tentativi. Il pin sempre sbagliato.

Poi il finto cliente prende il telefono e finge di telefonare alla moglie. "Nel frattempo mentre parlava al telefono si avvicinava sempre più all'uscita - spiega la titolare - poi una volta che ha messo piede all'esterno si è messo a correre. Inseguito da mio marito. Ma ormai era troppo tardi". Il delinquente è salito a bordo di una vecchia Lancia Y di colore blu o viola (durante quei concitati momenti non è stato possibile capire con esattezza il colore) e, assieme a un complice che aspettava al volante, è scappato raggiungendo il vicino incrocio con via Parauro.

"Sono passati col rosso e hanno imboccato la strada contromano a tutta velocità in direzione di Noale", continua la donna. Impossibile per il marito naturalmente bloccare i fuggitivi. Nel mentre la titolare aveva già telefonato al 112 segnalando il modello dell'auto su cui era salito a bordo il truffatore, dall'accento meridionale, basso e quasi completamente calvo. I controlli in zona, però, non hanno dato alcun esito. Per la coppia di malviventi con ogni probabilità subito dopo tappa a un bancomat nelle vicinanze per entrare in possesso materialmente dei contanti, sbarazzandosi della Postepay di cui ora naturalmente le forze dell'ordine hanno i codici. Pare però che sia stata bloccata prima del prelievo. Una beffa però per i titolari: il sistema Sisal, infatti, non prevederebbe alcun tipo di rimborso. E la ricarica è stata effettivamente eseguita. Risultato: i soldi potrebbero non rimanere in mano né al ladro, né al derubato.

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