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Torna la truffa delle Postepay, ma stavolta il raggiro non va in porto

Un uomo è entrato in una tabaccheria a San Donà vicino all'ospedale. Aspettava la transazione da 994 euro per poi scappare senza pagare

Stavolta la truffa delle Postepay non è andata a buon fine. A differenza di un recente caso nella provincia di Belluno e di un altro perpetrato in un bar di Mirano (VEDI I DETTAGLI), scoperto solo in extremis. Fatto sta che con ogni probabilità ci si trova di fronte sempre allo stesso truffatore. Che segue sempre lo stesso copione: "Mi scusi, mi può ricaricare la postepay?". L'importo richiesto è sempre di poco inferiore a mille euro. In modo da evitare controlli o sospetti. Dopodiché con una scusa il malintenzionato cerca sempre di posticipare il pagamento in contanti o con il bancomat al ricevitore di turno. In modo da trovarsi i soldi caricati nella carta senza pagare alcunché.

Così è stato mercoledì mattina verso le 12 anche al bar-tabaccheria "Gilda" di San Donà di Piave, proprio davanti all'ospedale. Un uomo alto circa un metro e settanta, abbronzato, dall'accento meridionale è entrato con la solita richiesta. "Aveva una strana carta - racconta la titolare - diversa da quelle che siamo abituati a vedere. Fatto sta che una volta inserito il codice il sistema ha dato l'ok". A quel punto, mentre l'uomo controllava (o faceva finta di controllare) che i dati corrispondessero, la responsabile dell'esercizio ha chiesto il pagamento anticipato dei soldi.

"Di certo non gli avrei permesso di aspettare i momenti successivi alla transazione - continua la donna - A quel punto lui mi ha detto che avrebbe pagato col bancomat, ma che avrebbe dovuto andarlo a prendere da suo cugino. Che si trovava fuori dal negozio". Il piano stavolta è andato subito a gambe all'aria, dunque. Visto che il truffatore, quasi calvo di capelli, è poi uscito dalla tabaccheria raggiungendo a piedi un'auto che aspettava poco distante. Alla fine la fuga. "Mio marito ha cercato di inseguirlo - dichiara la titolare - ma nel momento in cui è salito a bordo del veicolo non c'è stato più niente da fare. Non mi è rimasto che segnalare quello che è successo sulla pagina Facebook di San Donà + Sicura per mettere in guardia i colleghi del circondario".

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