Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Truffa del finto sms a firma di Intesa San Paolo, boom di casi veneziani

Il furto più rilevante subito da un cittadino del centro storico: sottratti dal conto circa 5 mila euro

Il caso più eclatante riguarda un cittadino veneziano a cui sono stati sottratti addirittura 5mila euro. Ma ormai la truffa è diffusissima e, con ogni probabilità, nella sola provincia di Venezia ha già coinvolto centinaia di persone. Stiamo parlando del finto sms a firma di banca Intesa San Paolo (chiaramente estranea ai fatti) tramite il quale ignoti riescono a rubare dai conti correnti dei risparmiatori dalle centinaia alle migliaia di euro, dimostrando un sicuro ingegno informatico.

Come funziona la truffa

Solo nell’ultima settimana Adico ha ricevuto decine di richieste d’aiuto e ha aperto una quindicina di pratiche. «In questi giorni il telefono dell’associazione è rovente – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’Adico –. Abbiamo raccontato alcuni casi che ci sono capitati diverse settimane fa, tra i quali quello di una 40enne di Fossò alla quale sono stati sottratti 700 euro». Il raggiro è davvero articolato e parte da un finto messaggio a nome di Banca Intesa San Paolo (dotato di tutte le caratteristiche degli sms inviati dallo stesso istituto di credito ai propri clienti) con il quale si avverte la vittima di un movimento anomalo nel conto e lo si invita a verificare la situazione entrando in un link fornito sempre all’interno dell’sms.

Appena si clicca l’indirizzo, si viene contattati da un sedicente operatore di Intesa – o con un fisso (solitamente 011, Torino, sede di Intesa San Paolo) o con un cellulare – il quale chiede all’interlocutore se abbia effettuato un bonifico (solitamente) all’estero. A questo punto la vittima riceve un codice nel suo cellulare e il malvivente chiede di fornirglielo. Poi la telefonata si chiude ma intanto dal conto corrente del truffato è già partito un bonifico istantaneo che non si può bloccare. «Banca Intesa conosce la situazione e sta cercando di avvertire i propri clienti – spiega Carlo Garofolini – ma evidentemente non è sufficiente. C’è una falla nel sistema informatico della banca ed è qui che l’istituto deve intervenire. Sappiamo che la polizia postale sta ricevendo tantissime segnalazioni e molte persone poi vengono da noi a chiederci assistenza. Stiamo aprendo davvero tante pratiche, il telefono squilla ogni minuto. Naturalmente noi, tramite il nostro ufficio legale, chiediamo alla banca di rimborsare i clienti truffati dato che la responsabilità dell’istituto di credito è palese».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Truffa del finto sms a firma di Intesa San Paolo, boom di casi veneziani

VeneziaToday è in caricamento