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Cronaca Jesolo / Piazza Guglielmo Marconi

Cercano di truffare la cassiera, ma in fila con loro c'è un ispettore

La banda di imbroglioni creava confusione nei negozi del litorale per riuscire a intascare resti spropositati che arrivavano anche a 300 euro

Da alcuni giorni si aggiravano per le sale giochi, i supermercati e i negozi di Jesolo truffando le commesse con un preparato mix di mani svelte e parlantina ipnotica, ma dopo numerosi “colpi” riusciti per un gruppetto di napoletani sono scattate le denunce. Per gli affabulatori partenopei si è rivelato letale ritrovarsi in coda proprio con un ispettore di polizia, che non solo non ha mancato di farli desistere dall'ennesima truffa, ma ha anche fornito al commissariato importanti elementi per l'identificazione.

LA TRUFFA – I quattro, tre uomini e una donna, di età compresa tra i 25 e i 54 anni, operavano sempre alla stessa maniera: arrivati alla cassa per pagare un articolo causavano confusione nei commessi con richieste repentine di cambio banconote alla richiesta del conto o con simili stratagemmi. La pantomima continuava fino a che il povero impiegato di turno non finiva per commettere qualche errore nel conteggio, e i quattro delinquenti riuscivano così a lasciare i negozi con in tasca anche 200 o 300 euro di resto. Senza, naturalmente, avere pagato i prodotti. Uno degli ultimi casi era avvenuto in una sala giochi con slot machine nella centralissima Piazza Marconi: qui, avvicinatisi alla cassa, i truffatori hanno chiesto un cambio di 500 euro in banconote di vario taglio, riuscendo per l’ennesima volta a raggirare la cassiera. Una volta che il quartetto ha lasciato il locale i dipendenti si sono trovati con un ammanco di ben 200 euro.

IN CODA CON L'ISPETTORE - L’ultimo episodio della banda, che ne ha segnato la definitiva identificazione, è avvenuto nei giorni scorsi presso un supermercato di Jesolo Lido, dove, per l’ennesima volta, hanno tentato il “numero”. Peccato che in fila, alla cassa, vi fosse anche un ispettore del locale commissariato, il quale, incuriosito dal singolare comportamento dei quattro, è riuscito a farli desistere dal commettere un’altra truffa, dato che il gruppetto, accortosi di essere stato notato, ha preferito allontanarsi senza portare a termine il crimine. Il sottufficiale, mangiata la foglia, ha annotato le targhe delle vetture su cui i quattro si sono allontanati, una Fiat 500 di colore grigio scuro e una Nissan Juke di colore nero.

GIOIELLI E FOGLI DI VIA - Poco dopo, al commissariato di via Aquileia, sono arrivate le immagini delle telecamere a circuito chiuso di una nota gioielleria del centro balneare, in cui i truffatori entravano in tempi diversi facendo finta di non conoscersi, benché fossero imparentati tra loro. Grazie poi agli accertamenti effettuati dai poliziotti del settore anticrimine, martedì la banda è stata localizzata in un albergo di San Stino di Livenza; gli agenti sono riusciti a fermare i quattro proprio mentre stavano per lasciare l'hotel. Condotti presso gli uffici del commissariato jesolano, è stato accertato che i quattro erano già stati muniti da foglio di via obbligatorio da diverse città d’Italia quali persone indesiderate in quanto notoriamente dediti a truffe e raggiri, nonché con numerosissimi pregiudizi e precedenti penali per reati contro il patrimonio. Sono stati pertanto proposti all’attenzione del questore di Venezia per il provvedimento preventivo di foglio di via obbligatorio dal Comune di Jesolo, emesso nella stessa giornata e valido per tre anni.

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