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Comprò auto con assegno fasullo: denunciato un truffatore rumeno

I fatti risalgono all'inizio del 2014. Dopo una serie di indagini in vari istituti di credito, la polizia ha incastrato il delinquente e la sua complice

Si trattava di un truffatore seriale, ma tutto sembrava "regolare". Tutto ha inizio nel gennaio del 2014, quando un 45enne di Jesolo aveva cominciato a pubblicare delle inserzioni su dei portali online per vendere la propria automobile. In pochi giorni le prime risposte, con un cittadino bulgaro che si dimostrò interessato all'acquisto e con il quale fissò un primo appuntamento in piazzale Kennedy. L'acquirente, che si presentò come come commerciante di autovetture da esportare all'estero, si dimostrò subito interessato a prelevare il mezzo per conto di un proprio cliente, per un importo di 7mila euro. Il pagamento fu concordato per il giorno dopo, con assegno circolare.

E da quel momento in avanti cominciarono ad esserci le prime situazioni sospette. Il giorno dopo, infatti, il presunto commerciante contattò il venditore per disdire l'appuntamento, a causa di un impegno improvviso, rimandando alla mattina del giorno dopo. E procrastinando ancora al primo pomeriggio del giorno stesso. Nel frattempo, per non destare troppi sospetti, fornì al venditore una copia via fax dell'assegno circolare, che testimoniasse come fosse in buona fede: l'uomo quindi contattò la propria banca e gli operatori in servizio confermarono la regolarità del pagamento. Il giorno dello scambio, dopo aver adempiuto alle formalità di vendita per esportazione in un'agenzia di pratiche automobilistiche, il venditore si assicurò che l'assegno fosse lo stesso faxato il giorno precedente: non avendo riscontrato alcuna anomalia, consegnò l'auto al cittadino bulgaro.

La mattina dopo, ecco la doccia fredda. Il venditore si presentò alla propria banca per cambiare l'assegno, e dopo le prime perplessità gli impiegati confermarono al cliente che il titolo risultava annullato poche ore prima della consegna dell'automobile. Inoltre, dopo una serie di controlli, il titolo risultò una copia contraffatta dell'originale. Una truffa in piena regola.

Il cellulare del truffatore, da regola, risultava sempre staccato, e quindi il truffato si presentò al commissariato di Polizia per denunciare quanto accaduto. Le indagini degli agenti scattarono immediatamente, con i primi accertamenti fatti nel grosso gruppo bancario del coneglianese che aveva emesso l'assegno il giorno prima dell'annullamento. I poliziotti risalirono così ad A.B., albanese di 30 anni, intestataria del conto corrente incriminato, che subito si professò innocente, accusando di essere stata lei stessa vittima del sedicente commerciante bulgaro, con il quale avrebbe avuto, in passato, una relazione.

La versione della donna non aveva mai convinto gli agenti, che hanno continuato le indagini, per le troppe incertezze e contraddizioni nella sua deposizione. Dopo una lunga serie di indagini nei vari istituti di credito in cui la donna si scoprì essere correntista, i poliziotti sono riusciti ad individuare il truffatore, un cittadino rumeno di 44 anni residente nel portogruarese, professionista nell'ambito delle truffe, e pluripregiudicato per una lunga serie di fatti analoghi. E conferme sono arrivate anche dall'identificazione del venditore jesolano. Il falso commerciante e la sua complice, quindi, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per i reati di concorso in truffa aggravata, ricettazione e uso di atto falso. Con l'ausilio dell'Interpol, poi, la polizia ha accertato che l'automobile era stata immatricolata in Finlandia: l'acquisto era avvenuto in buona fede da parte del nuovo proprietario, e pertanto non si è reso possibile il sequestro previsto dalla normativa dell'accordo di Schengen.

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