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La saga del truffatore "giramondo" si chiude con l'arresto a Marghera

Un 32enne trevigiano ha falsificato centinaia di documenti sfruttando il suo lavoro di receptionist in un albergo spagnolo. Una vita da film

Sembra una storia di altri tempi. Come quelle che raccontavano di persone che giravano il mondo senza un soldo, basandosi solo sulla propria perizia nell'ingannare la gente. E di persone F.C., 32enne originario di Mogliano ma residente a Milano, nella sua "carriera" di raggiri ne ha perpetrati tanti. Lui, receptionist per un albergo sulla rambla de Catalunya di Barcellona, ogni giorno aveva sotto mano documenti e carte di credito dei clienti. Stranieri e italiani. Era considerato "il migliore" dai dirigenti dell'hotel. Affabile con i clienti e preciso nelle proprie mansioni. Chissà. Qualcuno leggendo questa storia potrebbe anche decidere di farci un film con il lieto fine.

Mai i dirigenti avrebbero pensato che nel suo armadietto ci fossero tre skimmer utili per clonare le tessere magnetiche e 113 documenti falsi, in formato cartaceo e non. Non solo: c'erano decine di timbri in umido, certificati di residenza falsi e centinaia di fototessere pronte all'uso. Un "tesoro" che negli anni il giovane ma già scaltro truffatore ha prodotto da sé. In casa. Nel suo appartamento spagnolo. Dove aveva altri skimmer (costo seimila euro l'uno), plastificatore e una stampante specializzata nella riproduzione di numeri in rilievo. In un libro con all'interno le pagine tagliate erano custodite altre 80 carte di credito italiane. Per poter "viaggiare leggero".

Come spesso accade per i giramondo, il cerchio per lui si è chiuso vicino casa. Nel parco commerciale di Marghera (tra la Sme e il Panorama). A pochi chilometri dalla casa di Mogliano dei genitori. Il 14 novembre scorso, infatti, il 32enne è stato arrestato dai carabinieri dopo che quest'ultimo si era dato alla pazza gioia acquistando con una carta di credito falsa tra gli altri prodotti anche tablet, lavatrice e un divano. La merce da 12mila euro complessivi era stata trovata dai carabinieri a bordo di un furgone di un cittadino romeno 53enne, che all'epoca finì in manette al pari del trevigiano.

Gli accertamenti sono partiti da lì. Dal fatto che quel giovane avesse carta d'identità, patente e carta di credito false. Di una persona sarda che non era lui. In un'auto nelle vicinanze vennero sequestrate altre 47 carte di credito false. Insomma, un "tesoro". Finché non si è arrivati a un nome e cognome veri. I carabinieri, in collaborazione con le forze dell'ordine spagnole, sotto Natale hanno quindi raggiunto Barcellona. Potendo finalmente aprire l'armadietto personale dell'italiano. Il calderone ormai era stato scoperchiato. La conferma poco dopo nell'appartamento catalano.

Il falsario aveva predisposto addirittura ventisette identità false. Erano alcuni malcapitati clienti italiani che hanno avuto solo la colpa di decidere di alloggiare nella struttura ricettiva spagnola. Per quattro di queste l'arrestato (che deve rispondere di utilizzo indebito di carta di credito e bancomat clonati, oltre che di sostituzione di persona) aveva creato dei "kit" con tanto di patente, due carte d'identita (una cartacea e una magnetica), un permesso di soggiorno spagnolo, carta di credito, libretto di risparmio e un conto corrente, il tutto con foto vera e sim card spagnola nel cellulare. Per il viaggio in Italia, quindi, i biglietti aerei erano stati prenotati con un'identità, ma la carta di credito utilizzata era di un'altra vittima. Difficile collegare le tessere del mosaico per i carabinieri. Che hanno dovuto scontrarsi anche con l'ultima accortezza dell'arrestato: clonava conti correnti solo di stranieri. In modo da rendere ancora più difficile la sua individuazione.

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