Truffatore seriale finisce alla sbarra: "E' riuscito a raggirare un centinaio di clienti"

La prima udienza del processo martedì mattina a Venezia. Imputato un 41enne chioggiotto che attraverso fanti annunci online si è intascato i soldi di vittime residenti in tutta Italia

La lista delle persone truffate è pressoché sterminata. Del resto il web ha allargato i confini della conoscenza, ma ha permesso anche ai truffatori di allungare i propri tentacoli in ogni dove. Per questo motivo martedì mattina si è tenuta la prima udienza nei confronti di A.P., 41enne nato a Piove di Sacco e residente a Chioggia, che è accusato di aver raggirato circa un centinaio di clienti residenti in tutta Italia.

Quest'ultimi si aspettavano di avere acquistato ciò che desideravano tramite un noto portale di aste online, ma in verità a casa non veniva recapitato loro nulla. La merce, secondo l'accusa, nemmeno esisteva: il 41enne avrebbe affinato a tal punto la tecnica da essere in grado di aprire e chiudere con grande velocità società virtuali attraverso cui pubblicizzare la merce inesistente. C'è chi aveva acquistato un navigatore, chi tablet, chi un deumidificatore. L'elenco è lunghissimo: si parla anche di epilatori, di aspirapolveri, di personal computer, di smartphone, di smart tv, di microonde. Pure di fotocamere e attrezzi. Insomma, di tutto un po'.

L'imputato, rinviato a giudizio a dicembre 2016, si sarebbe avvalso di alcuni procacciatori d'affati ignari dell'inganno: erano loro che mettevano materialmente gli oggetti in vendita online. Ed erano loro quindi che subivano il doppio danno: dover pagare le commissioni al sito ed essere sommersi dai reclami dei clienti imbufaliti. Quest'ultimi, infatti, dovevano versare una caparra (o il prezzo intero della merca acquistata) su una carta prepagata predisposta dal presunto truffatore, intestata ai vari suoi alias. A quel punto A.P. si sarebbe incassato i soldi senza recapitare alcunché. Per riuscire ad aprire conti correnti e per ottenere le carte virtuali o prepagate, il chioggiotto avrebbe falsificato alcuni documenti d'identità. In modo da passare indenne i controlli di sicurezza degli istituti di credito. 

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