Truffe per auto inesistenti: presi i due capi della banda, individuati i loro conti esteri

Operazione della guardia di finanza e dei carabinieri. Nuovi sviluppi nell'indagine partita nei mesi scorsi da una concessionaria di Chioggia. Due 52enni di Jesolo ai domiciliari, 400mila euro sequestrati, decine di clienti truffati

Ci sono nuovi sviluppi nell'indagine che a febbraio aveva portato a smantellare una grossa organizzazione dedita a truffe seriali, con una quindicina di malfattori coinvolti. Al centro dell'operazione c'era la concessionaria "Ok Auto" di Chioggia, società che aveva raggirato 44 persone incassando anticipi per macchine di lusso (Maserati, Audi, Bmw, Mercedes) che però non esistevano. Dopodiché la società, assieme ai suoi responsabili, era sparita nel nulla. In questi giorni la guardia di finanza e i carabinieri hanno individuato e messo agli arresti domiciliari le due persone considerate le "menti" della banda: A.V. e R.D.M., due 52enni di Jesolo che avrebbero gestito la società e i relativi conti correnti.

Conti all'estero

In questa fase dell'operazione sono anche stati sequestrati circa 400mila euro. Secondo gli investigatori, oltre 380mila euro (provenienti da 8 clienti truffati) erano stati trasferiti in un conto bancario in Croazia aperto appositamente per lo scopo. Dopodiché il conto è stato svuotato: quasi tutti i soldi li ha prelevati R.D.M., una piccola parte anche la moglie del complice. È emerso poi che i truffatori stavano cercando di portare avanti la loro attività con altre società: dei recidivi, visto che avevano già precedenti per truffa e reati tributari.

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Indagini

A dare il via a questo nuovo filone dell'indagine sono state le perquisizioni e gli interrogatori eseguiti a febbraio. Uno degli indagati, infatti, ha rivelato di aver aperto - in cambio di denaro - la società in Croazia con il conto bancario che però di fatto veniva gestito da R.D.M. e su cui, nel giro di 3 settimane (tra settembre e ottobre 2018), erano state fatte confluire le somme frutto delle truffe.

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