menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Truffe online, denunce in serie negli ultimi giorni

Nell'ultima settimana molti cittadini si sono rivolti alla polizia perchè rimaste vittime di raggiri online

In questi ultimi giorni la polizia di Venezia e, in particolare, il commissariato di Portogruaro, ha ricevuto numerose segnalazioni da parte di persone che hanno subito tentativi di truffa nell’ambito di trattative di compravendita online.

Si è accertato che in diversi casi, come denunciato dalle vittime, l’inserzionista, che si affida alla rete per vendere i propri beni, quando viene contattato dal potenziale acquirente per concludere l’acquisto viene convinto a ricorrere ad una procedura di incasso istantanea senza attendere i tempi consueti dell’accredito. L’acquirente pertanto invita il venditore a recarsi presso il più vicino sportello Atm di un istituto di credito o presso un qualsiasi sportello dell’ufficio postale e, una volta giunto sul posto, telefonicamente e con precise indicazioni, lo guida a compiere determinate operazioni dopo che lui, con le proprie credenziali, aveva effettuato accesso all’area riservata.

Alla vittima viene fatto credere di ricevere un versamento a proprio favore eseguendo l’operazione direttamente dal suo conto corrente postale o bancario. Spesso il truffatore invita la vittima a ripetere la stessa operazione anche più volte di seguito, convincendolo che la ricevuta, che attesta il fallimento dell’operazione appena compiuta, sia veritiera. Attraverso la lettura della sua lista movimenti, la vittima si rende presto conto di essere stata truffata, versando all’impostore una somma di danaro anche 3-4 volte il prezzo del bene posto in vendita, senza peraltro poter fornire alle forze dell’ordine, in sede di denuncia, elementi utili ai fini dell’individuazione del truffatore, quali le coordinate ricevute inerenti la carta di credito o della Postepay del “potenziale acquirente”. 

«L'invito è di condurre trattative di compravendita con sistemi di pagamento sicuri o con pagamento alla consegna, evitando in ogni modo il ricorso ad operazioni presso sportelli bancomat, ovvero rispondendo a mail o link di provenienza non accertata - avvertono dalla questura -. Prima di affidarsi a venditori o acquirenti sconosciuti è buona prassi consultare un motore di ricerca al fine di riscontrare feedback o recensioni, non trascurando la possibilità  di  consultare  l’ufficio  denunce,  anche telefonicamente».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Assegno unico figli 250 euro al mese: come ottenerlo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento