Cronaca San Marco / Sestiere San Polo

Non c'è più limite: stavolta un turista si è tuffato da Rialto, poi nuotata in Canal Grande

E' successo verso la mezzanotte tra lunedì e martedì. Argentino bloccato dalla polizia locale. Intanto il Comune chiede un risarcimento per i danni d'immagine ai tuffatori del Calatrava

Il tuffo dei giovani belgi dal ponte della Costituzione

La notizia stavolta l'ha data direttamente il sindaco Luigi Brugnaro: "Ne abbiamo bloccato un altro". La moda dei tuffi dai ponti continua a impervesare a Venezia. Dopo i 6 turisti belgi che si sono lasciati cadere dal ponte di Calatrava, ora è stata la volta di un 42enne argentino residente a Barcellona che ha deciso bene di lanciarsi da Rialto, nella nottata tra lunedì e martedì. A intervenire è stata la polizia locale, che ha identificato il tuffatore mentre nuotava in Canal Grande. In questo caso non si tratta quindi di un giovane, bensì di qualcuno che, almeno a giudicare dai suoi dati anagrafici, dovrebbe avere la testa sulle spalle.

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L'episodio quando continua a fare il giro del mondo il video dei giovani belgi che all'alba di domenica si sono tuffati dal ponte di Calatrava: "Abbiamo dato mandato all'avvocatura civica affinché proceda nei confronti di questi giovani - ha spiegato il primo cittadino - dobbiamo colpirli sotto il profilo patrimoniale. Perché sennò diamo risalto a gesti abbastanza sciocchi, magari fatti ingenuamente. Ma uno si rovina la fedina penale e si gioca la casa pur di finire in Internet? Con la tecnologia di oggi giorno rischiamo di vedere gesti inconsulti ogni giorno. A Venezia faremo un decalogo sulle norme di comportamento che bisogna tenere in centro storico, perché nei canali giriamo con le barche. Anche a questo argentino chiederemo i danni, scatterà pure la denuncia. Venezia non può diventare il luogo dove la gente viene a fare le bravate. Puoi ammazzare delle persone".

Lunedì sono giunte le scuse alla città da parte di uno dei giovani che domenica si è buttato dal ponte di Calatrava, immortalato da un video che è diventato subito virale. Ha spiegato di non essere a conoscenza del divieto di balneazione e di essere sorpreso del clamore mediatico che ha causato la vicenda: "Siamo contenti delle scuse, ma lo puniremo lo stesso - risponde il sindaco Brugnaro - fosse per me sarebbe ancora meno conveniente il suo tuffo. La legge italiana ancora lo sta proteggendo fisicamente".

Ca' Farsetti d'ora in poi affiderà all'avvocatura civica tutti i comportamenti contrari al pubblico decoro che possono mettere a rischio l'incolumità dei cittadini e la sicurezza della navigazione. La delibera approvata dalla giunta prevede che l'Avvocatura agisca in ogni sede ordine e grado a tutela dell'immagine della città, verificando ogni episodio che possa recarne danno sia a livello locale che internazionale, valutando i profili, sia penali che di risarcimento in sede civile, per persone fisiche o giuridiche che "adottino comportamenti contrari alle norme di legge e ai regolamenti della città in materia di decoro, sicurezza e tutela della residenzialità". Infine, all'avvocatura è stato dato mandato di elaborare proposte di legge che rendano più effettive e rapide sia la contestazione che l'applicazione delle sanzioni, anche con il fermo giudiziario delle persone colte in flagranza di reato.

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