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"Chiedo scusa a Venezia e ai veneziani, con quel tuffo non pensavo di fare nulla di male"

Parla uno dei giovani belgi che domenica si è lanciato dal ponte di Calatrava: "Non sapevo fosse vietato". Ora è lontano dalla laguna, nel mezzo di un viaggio itinerante con gli amici

"Chiedo scusa a Venezia e ai veneziani, non pensavo fosse vietato e non mi aspettavo una tale attenzione dei media". A parlare è uno dei 6 turisti belgi i cui tuffi dal culmine del ponte di Calatrava hanno fatto il giro del mondo. E' giovane, poco più di 20 anni, e chiede di rimanere anonimo. Ora si trova già lontano dalla laguna, nel bel mezzo di un viaggio a tappe in giro per l'Europa con la sua combriccola di amici.

Nella sua vita la passione per la musica, per i concerti. Una vita normale, condotta a Gruitrode, una cittadina di provincia di poco meno di 13mila abitanti. Non è un teppista, anzi. Appare in tutto e per tutto come un ragazzo "normale". Qualcosa, però, verso le 6 di domenica mattina è scattato: i 6 vedono il ponte e c'è l'idea di tuffarsi. Com'è possibile? Una domanda destinata per ora a rimanere senza risposta, così come per tutti gli altri turisti che scambiano i canali di Venezia per una sorta di "Venice Beach".

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"Non volevo fare nulla di male - continua il giovane - alla fine abbiamo dovuto pagare una multa. Non sapevo che fosse vietato tuffarsi dai ponti". Ignoranza dei divieti ma anche una grossa dose di incoscienza la loro: fosse transitato un vaporetto sarebbero stati guai. Come per un giovane marittimo neozelandese che, ubriaco, un anno fa si lasciò cadere dalla sommità del ponte di Rialto, schiantandosi su un'altra imbarcazione. Purtroppo una bravata che ebbe un esito tragico.

Il tuffo di gruppo di domenica, con intervento congiunto di polizia e Municipale, ha rinfocolato le polemiche sul turismo "cafone", i cui esempi si moltiplicano di settimana in settimana. Inducendo il sindaco Luigi Brugnaro a chiedere nuovamente al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di approvare la proposta di legge presentata in parlamento da Andrea Causin per conferire poteri penali al giudice di pace. E' dall'inizio del suo mandato che il primo cittadino chiede di poter "sbattere" in camera di sicurezza per una notte chi si comporta male. Tra ubriachi, ladruncoli e mendicanti molesti. Per i giovani è scattata anche una denuncia per attentato alla sicurezza della navigazione e un ordine di allontanamento di 48 ore dal centro urbano

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