Cronaca

Turismo, scontro tra b&b e Comune: categorie pronte a ricorrere contro norme e tasse

Il comparto extra alberghiero contesta le nuove delibere su cambio d'uso, aumenti su tassa di soggiorno e Tari. L'intenzione è coinvolgere il garante per la concorrenza e il Tar

A Venezia il comparto extra alberghiero "si ribella" contro le nuove norme che rischiano di penalizzarlo nel mercato del turismo. A chiedere di cambiare le regole sono i rappresentanti di bed and breakfast, appartamenti, locazioni brevi in genere: un fronte comune contro l'amministrazione veneziana che con queste delibere tenta di arginare il boom del turismo in città. Gli appartamenti in affitto ai visitatori - riporta La Nuova Venezia - sono decuplicati in due anni, rivelandosi un business molto conveniente per i proprietari. Anche per questo si è deciso di aumentare le tariffe: oggi ogni turista che vi alloggia paga 1,50 euro a notte di tassa di soggiorno, mentre dal primo gennaio sborserà da 2 a 5 euro, a seconda della tipologia di appartamento. Per le casse comunali significa un milione di euro in più, per le categorie si tratta di una mossa iniqua.

Tari e cambi d'uso

Poi c'è la Tari, la tassa sui rifiuti, su cui il settore dei b&b è stato portato allo stesso livello degli alberghi. Si passa ta una media di 500 euro a una di mille, il doppio. E qui sono già partiti i primi ricorsi dalla commissione tributaria veneziana. Altro fronte di scontro si gioca sulle nuove norme relative ai cambi d'uso: le associazioni che rappresentano le locazioni brevi (Abbav per i B&B, Confedilizia e Agata per gli appartamenti turistici) contestano la delibera del 25 giugno che vincola le variazioni (da residenziale a ricettivo) all'ok del consiglio comunale. Una delibera ritenuta "illegittima e anticostituzionale". Le categorie hanno in programma un incontro con i rappresentanti di Airbnb - a sua volta oggetto di intervento governativo a livello nazionale con l'applicazione di una cedolare secca - per poi rivolgersi al garante della libera concorrenza. Pronto anche il ricorso al Tar, ma solo al termine dell'iter tecnico della delibera.

Domande bloccate alla Città metropolitana

Infine le questioni in ballo con la Città metropolitana. Ci sarebbero un migliaio di strutture in attesa di accreditamento all'ex Provincia, con l'iter bloccato per questioni burocratiche e quindi il rischio di essere sanzionate perché non possono fornire all'Istat i dati sull'andamento turistico. In tutto questo il Comune di Venezia tenta di tenere le proprie posizioni, anche per dare una risposta concreta contro l'invasione del turismo e la perdita di residenti nel centro storico. Tramite il geoportale GeoIDS, attivato nei mesi scorsi, è possibile osservre una mappa di tutte le strutture attive a Venezia, e quindi segnalare quelle irregolari: finora sono 500 le le segnalazioni pervenute.

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