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Comune alla caccia di turisti fantasma, in 161mila non pagano la tassa

Stando all'analisi incrociata eseguita da Ca' Farsetti, sarebbero 776 le strutture ricettive che non fanno pagare l'imposta di soggiorno. Un danno per le casse lagunari di circa 600mila euro

Venezia, si sa, è una meta turistica per eccellenza. Parte della sua ricchezza economica deriva proprio dagli introiti del turismo e delle manifestazioni ad esso legate. Stando ai controlli incrociati eseguiti dal comune di Venezia, sarebbero stati più di 161 mila i turisti fantasma nel territorio, in soli 4 mesi, tra il 24 agosto e il 31 dicembre 2011. Si tratta di villeggianti che, per godere delle bellezze artistiche della città o per affrontare inevitabili impegni di lavoro, non pagano la tassa di soggiorno.

Già a fine 2011 si era posta l’attenzione su come l’anno si fosse chiuso con una lacuna di circa 1,5 milioni, rispetto alle previsioni della giunta, con riferimento agli incassi della tassa. Dai confronti effettuati ora dal Comune, tra i dati degli arrivi e delle presenze di Apt e quelli dell'imposta, viene purtroppo confermato il trend negativo.

Con riferimento alle strutture, tra alberghi, affittacamere, appartamenti a uso turistico e bed&breakfast a Venezia, ci dicono le stime di Apt, ce ne sono 2.477. Gli iscritti al portale della tassa di soggiorno sono, invece, solo 1.701. I restanti 776 probabilmente non fanno pagare la tassa ai propri ospiti. Tale malcostume sembra valere soprattutto nel centro storico (690 strutture) e nella categoria extralberghiera (749 tra affittacamere e b&b starebbero evadendo l'imposta, contro i 27 hotel).

Con riferimento, invece, alle presenze, i dati Apt parlano di 1.947.000 presenze tra il 24 agosto e il 31 dicembre, mentre i paganti sembrano essere 1.786.000; da tale confronto emerge, inoltre, che, di quei 161.042 turisti fantasma, quasi 77 mila sono ospiti di hotel e 84 mila di altre strutture.

Si stima che i soldi sottratti alle casse del comune siano nell’ordine dei 600 mila euro. La polizia municipale insieme alla direzione Tributi hanno, per questo motivo, intensificato i controlli. Sono state fino ad adesso verificate 133 strutture, delle quali 89 hanno ricevuto delle sanzioni per le irregolarità riscontrate. Si punta, quindi, ad un’azione corale tra le diverse istituzioni, capace di far emergere, attraverso il confronto tra le diverse banche dati della filiera turistica, tutte le incongruenze e le prassi perseguibili.

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