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Cronaca

Anno del Turismo Europa Cina, Ava: "Pronti ad accogliere l'ospite di terza generazione"

Lain: "Oltre al turista cinese classico che viaggia in gruppo e spende meno, c'è quello che sceglie la nostra città e vuole il lusso. Questo vogliamo e cerchiamo di intercettare"

Sono esigenze da turista di terza generazione quelle che Ava (Associazione Veneziana Albergatori) vuole intercettare, quando pensa all'ospite di nazionalità cinese, nella nostra città. "Oggi siamo di fronte a due tipi di turista cinese, quello classico che viaggia in gruppo e spende meno e l’altro che è più un ospite che sceglie la nostra città e vuole il lusso. Di questo ci vogliamo occupare", scrive Lorenza Lain, consigliera Ava.

Cina

Un popolo da conoscere per accogliere. Le previsioni di sempre crescente afflusso di visitatori cinesi in Italia e a Venezia grazie anche all’Anno del Turismo Europa Cina non troverà impreparata Ava (Associazione Veneziana Albergatori). Dalla lingua al servizio da thè rigorosamente mai in vetro fino all’uso del dialetto “mandarino” che risulta il più diffuso tra la popolazione cinese. Hotel e operatori molto già conoscono molte delle usanze e delle “manie” del visitatore dagli occhi a mandorla ma molto vogliono ancora conoscere e scoprire per fornire un servizio adeguato.  

Si inaugura l'anno del turismo

Matrimoni

"Ava da tempo si sta preparando per accogliere al meglio i visitatori cinesi nelle sue strutture ricettive – spiega il direttore di Ava Claudio Scarpa – Stiamo organizzando già per quest’anno nuovi corsi di aggiornamento per il nostro personale che riguardano la cultura e l’accoglienza. Un nuovo target di cliente che sta registrando uno sviluppo interessante è quello legato alla celebrazione dei matrimoni: non solo le cerimonie ma soprattutto il post, il modo di festeggiare, i banchetti matrimoniali, gli abiti. Il segmento cinese è molto importante per il business dei nostri associati come per il mercato e gli scenari che si stanno sviluppando sul fronte dell’incoming turistico. La nostra intenzione e volontà è, quindi, quella di farci trovare pronti per soddisfare ogni genere di esigenza e richiesta".

“La Torre di babele”

Secondo uno studio diventato poi un libro realizzato e prodotto proprio da Ava qualche anno fa dal titolo “La Torre di babele”, i cinesi in Italia costituiscono una delle comunità straniere più numerose in Italia e in particolare nel Nordest per la loro presenza in attività imprenditoriali come la ristorazione, le pelletterie, confezioni ma, spesso, restano una delle comunità meno conosciute e penetrabili per gli italiani. 22 province o distretti e 5 regioni autonome con 56 etnie anche se il 93% delle popolazione appartiene all’etnia “han”, sei gruppi di dialetti: questo il quadro della presenza cinese in Italia. La lingua ufficiale è il mandarino che deriva dalla corte di Pechino. "Siamo di fronte all’arrivo del turista cinese che viaggia, si muove individualmente, molto spesso si tratta di una coppia, ha studiato all’estero, è più aperto, un ospite ma più di nicchia. Un cliente che cerca quanto più di occidentale c’è, come appunto i matrimoni simbolici. Una sfrenata ricerca poi di esperienze di lusso. Cerchiamo di intercettare questo tipo di cliente, sofisticato, esigente, amante del lusso e che spende di più. I cinesi sono più difficili degli americani. Questo, però, è l’anno del turismo Cina –Europa, l’Italia e soprattutto Venezia ne possono e devono approfittare".

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