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Brugnaro apre all'idea di "numero chiuso": "Non per tutta Venezia, ma per aree limitate"

Il sindaco di Venezia l'ha dichiarato a margine di un forum con altri sindaci europei a Palazzo Ducale. Sullo sfondo l'esempio Dubrovnik: "Vedremo se la tecnologia ci darà una mano"

"Non è possibile chiudere Venezia, ma possiamo limitare o contingentare gli accessi". Lo ha dichiarato a conclusione dell'incontro a Palazzo Ducale con altri sindaci internazionali (tra qui quello di Mosca e di Madrid), il primo cittadino di Venezia, Luigi Brugnaro. "Sarà comunque necessario prima trovare le tecnologie applicabili e discutere degli aspetti giuridici collegati". Per il primo cittadino, "è pensabile una qualche forma di regolamentazione degli accessi, magari in certi luoghi delicati della città, ad esempio nell'area marciana. E penso che, con le adeguate strumentazioni, si possa fare un percorso di sperimentazione. Su questo, però, credo che bisogna sentire tutti".

Brugnaro ha quindi citato un esempio emerso dall'incontro: "Ogni città ha la sua specificità, ma, senz'altro, colpisce molto la proposta di Dubrovnik, che applica delle telecamere per il controllo degli accessi, numerandoli e, superato un certo numero stabilito, fa accendere un semaforo rosso e fa impedire ulteriori accessi alla città. È un'esperienza che lì riescono a gestire, parlando di un numero massimo di 8mila persone; da noi, credo che così sarà difficile gestirla. Ma vedremo, in una serie di incontri che abbiamo organizzato per tempo, quali tecnologie ci potranno venire incontro - ha rilevato - magari anche in maniera personalizzata, pensando anche alle norme giuridiche che ce lo possono permettere".


Il forum di lunedì mattina, chiamato "il giorno del Redentore", diventerà intanto un appuntamento fisso, come promesso dal sindaco Brugnaro. Una due giorni organizzata dall'amministrazione lagunare tra i primi cittadini europei e nordafricani. Alla prima edizione dell'evento, ospitato a Palazzo Ducale, hanno preso parte i sindaci di nove città (Algeri, Dubrovinik, Heraklion, Corfù, Madrid, Malaga, Mosca e Nantes, oltre a Venezia). "Ringrazio i sindaci che sono venuti a Venezia a loro spese - ha detto Brugnaro - aderendo con interesse a questo incontro, organizzato in velocità e con pochissime risorse. Lo abbiamo programmato in occasione della Regata Storica, per far vedere che Venezia è viva, esiste, vuole farcela e desidera rilanciarsi con umiltà, ascoltando cioè le esperienze delle altre città. Perché il futuro della vita delle persone si sperimenta prima di tutto nelle città e nei loro rapporti. E Venezia si candida di nuovo ad essere luogo di pace attiva". L'incontro, ha spiegato il sindaco del capoluogo veneto, sarà aperto a tutte le città e mirerà a coinvolgere non solo i sindaci, ma anche i secondi livelli delle città.

“Il futuro della vita delle persone – ha commentato ancora Brugnaro durante la conferenza stampa di chiusura dei lavori - si sperimenta nelle città, che diventano luoghi fondamentali per la costruzione del nostro avvenire. Non è un caso che il forum sia stato organizzato nei giorni della Regata Storica, un evento simbolo per Venezia, che unisce storia, cultura e tradizione. In questi giorni, più che mai, abbiamo dimostrato che Venezia, da sempre crocevia di relazioni internazionali è una realtà vera, viva, che esiste e non è decadente, come a volte la si vuole descrivere”.

Soddisfatti, secondo una nota di Ca' Farsetti, i rappresentanti stranieri. “Crediamo molto in questo approccio di democrazia partecipativa", ha commentato Benmi Djamel Eddine, segretario generale di Algeri. “Le città - ha aggiunto Andro Vlahušic, sindaco di Dubrovnik -  non sono create solo per i cittadini, ma anche per i visitatori. E' fondamentale trovare il modo per conciliare le opportunità turistiche con la vita delle persone”. Mauricio Valiente, vicesindaco di Madrid, ha sottolineato come il forum veneziano abbia rappresentato una grande opportunità, auspicando la possibilità di approfondire questa collaborazione. Sulla necessità di far diventare l'iniziativa un appuntamento annuale si è soffermato anche Ilya Kuzmin, direttore del Dipartimento per le relazioni internazionali di Mosca. Anche il sindaco di Heraklion, Vassilis Labrinos, ha parlato della necessità di condividere esperienze, mentre il primo cittadino di Corfù, Kostantinos Nikolouzos, ha detto: “Affrontiamo problemi simili, è compito della diplomazia aprire dei percorsi di comunicazione per un aiuto reciproco”. “Le città – ha aggiunto infine il sindaco di Malaga – Francisco de la Torre Prado – hanno un compito fondamentale nello sviluppo dell'umanità. Le nostre parole chiave devono essere cultura, innovazione, istruzione, sussidiarietà”. Una massa propositiva di esperienze e idee, quindi, da cui emerge un ruolo importante delle città nell'economia locale, in un'ottica che superi il concetto di Stato e di integrazione con le diverse istituzioni.

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